Profughi in città: c’è chi li va a prendere alla stazione

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 20 ottobre 2015 – Ormai è un fiume in piena, e non se ne vede la fine. Continua l’esodo dei profughi, che arrivano in città in orario serale, silenziosamente, a gruppi più o meno grandi, tutti a piedi dal Pakistan.

La notte tra domenica e ieri, altri 14 pakistani si sono sistemati nel quartiere di Collevario, nelle strade adiacenti l’ufficio immigrazione di via Prezzolini, in attesa di presentare richiesta di protezione internazionale. E ieri mattina sono stati identificati, anche se in provincia le strutture d’accoglienza sono sature (anzi, piene oltre la percentuale prevista) e i posti disponibili terminati. Almeno finché non ci sarà l’aggiudicazione definitiva del nuovo bando della prefettura per 350 profughi ulteriori (la commissione sta valutando l’idoneità delle richeste proprio proprio in questi giorni). A lungo i cittadini si sono domandati come mai Macerata si sia trasformata, negli ultimi due mesi, nel teatro di un continuo afflusso di profughi pakistani, ormai oltre 400, tutti uomini tra i 16 e i 50 e tutti extra sbarchi (cioè non inviati dal Ministero ma venuti qui autonomamente).

Ora qualche ipotesi sembra concretizzarsi. La notte scorsa, infatti, poco dopo le 22, un pakistano (appena arrivato, ieri mattina era in fila per fare domanda d’asilo) camminava per via Roma. E fin qui nulla di nuovo. Ma stavolta era accompagnato da due stranieri: non avevano zaini addosso, solo, a coprire quasi il volto, un cappuccio. Questi due uomini hanno scortato il richiedente asilo fino all’ufficio immigrazione. Gli hanno anche mostrato il sottoscala del parcheggio del supermercato Sma (via Silone), dove già avevano trovato rifugio parecchi pakistani la settimana scorsa. Inoltre, gli hanno indicato dove poter rimediare qualche cartone per dormire. Nel frattempo, un altro pakistano appena arrivato in città, dopo essere stato fermo davanti la stazione per circa mezzora, si è messo a dormire su una panchina di fronte ai binari. Forse, nel suo caso, nessuno è andato a prenderlo? Per ora supposizioni, ma il fenomeno inizia ad assumere una forma diversa, se osservato dalla prospettiva di una possibile organizzazione dietro i continui arrivi.

Intanto, la situazione del quartiere rischia di esplodere. «Qualche giorno fa – racconta Raffaella Balsamo, che abita in via Silone – quattro profughi hanno dormito sotto i portici del palazzo di fronte, con tanto di materasso. Sono state avvisate le forze dell’ordine, che prontamente sono accorse sul posto e li hanno fatti sgomberare. Quando ho visto quella scena, ho realizzato che ormai viviamo in quartiere degradato. Si avverte l’inquietudine, di sera, davanti a scene del genere, una brutta sensazione che serpeggia tra tutti gli abitanti. È chiaro, osservando ogni giorno episodi simili, che questa recente immigrazione è totalmente fuori controllo».

 

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