Pronto l’elenco dei 70 da pre-pensionare, previsto un risparmio di 3 milioni a regime

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 10 ottobre 2014 –Negli uffici della Provincia ci si sente come in una mongolfiera in avaria. Per continuare a stare in aria, va alleggerito il peso. In questo caso, servono tagli di spese. Tutte. E allora, ecco arrivare un’ondata di pensionamenti in programma tra il 2015 e il 2016. Saranno settanta i dipendenti in procinto di andarsene, sia in pensionamento ordinario (12) sia in prepensionamento (58). In entrambi i casi, gli interessati non perderanno nulla. Eccetto un particolare: il Tfr.

Tutti coloro che andranno con la formula del prepensionamento, lo percepiranno quando la legge Fornero glielo permetterà. Ad andarsene sono «pezzi storici» della Provincia come l’ingegner Raniero De Angelis (nel giugno 2015), dirigente ai lavori pubblici, Dolores Bustelli, funzionaria storica dell’ufficio di collocamento, Gerardo Coraducci, ex assessore comunale e funzionario amministrativo, Alberto Paccapelo, dirigente area tecnica, e poi il capo dell’ufficio di ragioneria e del ced Adriano Gattoni, Stefano Gattoni, funzionario dell’area ambiente e cave. In sostanza, nel 2015 ci saranno otto pensionamenti e 34 prepensionamenti mentre nel 2016, i pensionamenti ordinari saranno 4 e prepensionamenti 24.  

Per consentire a chi non avrebbe avuto i requisiti con la legge Fornero di andarsene, è stato necessario porre in esubero gran parte dei 70 interessati. In questa maniera si vuole raggiungere l’equilibrio di bilancio: quasi 3 milioni risparmiati a regime, ovvero dal bialncio 2017. Altrimenti, non sarebbe stato possibile consentire i prepensionamenti.

A meno che l’ente fosse stato dichiarato in «default». Ma così non è. Spiega il rappresentante Cgil per gli enti locali Roberto Rossini: «La normativa permette, per far ritornare l’ente in pareggio di bilancio, di porre in prepensione i dipendenti che avrebbero avuto i requisiti per la pensione ordinaria prima dell’entrata in vigore della legge Fornero. A questi rimane bloccato il Tfr che verrà pagato l’anno successivo alla data di pensionamento prevista dalla legge Fornero. Insomma, lo riceveranno tra due o tre anni. Ma se l’assegno pensionistico non subisce differenze, a preoccupare è lo smembramento con queste uscite di buona parte del servizio manutenzione. Se ne vanno in un colpo solo una ventina di persone di quell’ufficio, e questo metterà in ginocchio un settore che ha già avuto un azzeramento dei fondi. Speriamo che si possano trovare nuove risorse».Dicono alcuni dipendenti sul piede di partenza: «Non avremmo mai pensato che la Provincia potesse essere trasformata in poco tempo nel bersaglio preferito dell’intera opinione pubblica e dalla politica. Siamo a terra, scoraggiati e con la voglia di andar via il prima possibile». In ballo ci sono: un milione di risparmio nel 2015 e quasi 3 milioni a regime.



 

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