«Pronto soccorso, attesa infinita»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 5 maggio 2015 - Una macchina di lusso, che però va avanti con poca benzina. È l’impressione che ha dato, fin dall’inizio, il nuovo pronto soccorso di Fermo, struttura immensa, piena di tecnologia e macchinari di ultima generazione e di professionalità eccellenti. Solo, con pochi medici e infermieri e alla fine i tempi di attesa sono quelli di sempre. Nella sostanza, per uno spazio triplicato e un’utenza sempre molto importante, ci sono cinque infermieri per turno di giorno e 4 di notte, due medici al mattino, tre al pomeriggio e ancora due di notte. Un solo infermiere in più, pochi medici, per quanto preparati e motivati e con la guida importante del primario Fabrizio Giostra.

C’è un concorso in piedi per i medici, ma si tratterebbe solo dell’occasione per stabilizzare i precari di oggi e dunque poco potrebbe cambiare. Intanto, cominciano ad arrivare le lamentele, questa è la testimonianza di Marco Renzi che ricorda i tempi del vecchi pronto soccorso, attese estenuanti anche per le persone più anziane, racconta le esperienze dolorose avute coi genitori ottantenni, parcheggiati per ore al pronto soccorso senza cibo né acqua. «Mia madre – racconta– ancora adesso ha incubi notturni dovuti a quelle ore trascorse in quel corridoio.

Qualche settimana fa è stato inaugurato il nuovo pronto soccorso di Fermo, quello che dovrebbe servire un territorio provinciale e mio malgrado ho dovuto collaudarlo. Sono andato con dolori fortissimi a una gamba alle 16 di sabato 2 maggio. Alle 22.30 ero ancora lì e con le stesse persone davanti che mi avevano detto avevo due ore prima. Ho visto arrivare una sola ambulanza, il resto una sala d’attesa piena di gente smmarrita, incredula, con lo sguardo perso nel nulla. Alle 22.30 me ne sono andato, senza aver ricevuto alcuna visita, più malato di quanto sono arrivato e con la certezza che non andrò mai più al pronto soccorso di Fermo, c’è più dignità nel crepare a casa propria. Nelle lughe ore che si trascorrono in quei‘gironi’ si ha modo di parlare con altri condannati e di ascoltare le loro disavventure: tempo medio di attesa 8-10 ore, sfinimento, delusione, rabbia».

Il problema c’è soprattutto quando ci sono codici rossi, persone in pericolo di vita che ovviamente hanno la precedenza, sabato scorso c’è stato un brutto incidente e i medici erano ovviamente e giustamente tutti concentrati su questo. Il problema è per i codici meno gravi, per il giallo c’è un tempo per legge di 15 minuti di attesa, la media a Fermo è di cinque ore. «Non basta rinnovare i locali per cambiare le cose – conclude Renzi– , il problema è nella scarsità del personale, lo capirebbe anche un bambino. E non ci vengano a dire che è una questione di soldi perché allora ci debbono mostrare la busta paga dei dirigenti Asur».

 



LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente Indennità, stangata all’Ato: oltre 300mila euro da restituire Successivo I vigili gli sequestrano lo scooter, lui manda un agente all’ospedale