Provincia, caos dipendenti, c’è chi ‘fugge’: «Non abbiamo certezze sugli stipendi»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 31 ottobre 2015 – SI VA al lavoro, un giorno dopo l’altro, aspettando non si sa bene cosa. I dipendenti della Provincia di Fermo sono come sospesi, in attesa di sapere che ne sarà del loro futuro professionale, di qui a non si sa quando.

Il documento che sancisce la divisione del personale tra la Regione Marche e la Provincia stessa, in base alle funzioni che ciascun ente assume, è pronto e protocollato. Del resto, quella marchigiana è una delle poche regioni ad essersi dotata di una legge che stabilisce il riordino delle funzioni, dunque i trasferimenti dovrebbero essere cosa facile. «E invece niente è scontato – sottolinea Umberto Maria Perosino della Rsu – la burocrazia stavolta si è raddoppiata e il risultato è che si sta tutti qui a Fermo, aspettando la chiamata, senza poter immaginare o riorganizzare la vita».

Chi poteva ha scelto la strada della mobilità, in giro per gli enti del territorio, a breve quattro unità passeranno al Comune di Fermo (dove è già approdato il dirigente Gianni Della Casa oggi alla guida dei servizi sociali) a coprire ruoli nei settori bilancio, urbanistica, politiche comunitarie e uno di categoria protetta. Una scelta che preoccupa i vertici della Provincia: «Abbiamo sentore – sottolinea ancora Perosino – che il presidente Perugini abbia intenzione di limitare il ricorso alla mobilità, per la preoccupazione che non si riesca a coprire le funzioni che sono state assegnate all’ente. La preoccupazione in realtà è dei dipendenti che non hanno certezze sulle risorse che non ci sono e che verranno sempre di più a mancare. Per questo, ho chiesto un’assemblea con la Rsu per chiarire questa situazione. Intanto, qui il clima si è fatto pesante, chi va ad Ancona non sa di cosa e dove dovrà lavorare, chi resta pensa che gli anconetani siano favoriti. Non è possibile ragionare con questi tempi lunghi, che si prenda almeno una decisione e si chiarisca a fondo quello che si deve fare, nell’interesse di tutti». Perosino si chiede se ci saranno servizi decentrati sui territorio o se ai cittadini che magari, ad esempio, dovessero richiede una licenza di caccia, toccherà andare ogni volta ad Ancona per risolvere la propria situazione.

 

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