Provincia di Ascoli, voragine da 31 milioni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 19 agosto 2015 – Tre atti in rapida successione, tutti relativi allo stato economico di palazzo San Filippo. In questi giorni tre decreti presidenziali firmati da Paolo D’Erasmo hanno messo sul piatto la questione dei residui attivi e passivi, che potrebbe portare, tra le altre cose, al conferimento del Palazzo del Governo nell’Invimit, società del Ministero dell’economia. Questa la soluzione pensata da D’Erasmo per il ripiano del disavanzo di amministrazione al 1 gennaio 2015, pari a 31 milioni, cifra uscita fuori dopo il riaccertamento straordinario dei residui. Tutto è iniziato con la nota della Corte dei Conti di metà luglio che chiedeva delucidazioni in ordine alla rideterminazione del risultato di amministrazione, alla cancellazione straordinaria dei residui attivi e passivi, al fondo crediti di dubbia esigibilità e alla determinazione del fondo pluriennale vincolato. A questo punto è partita l’operazione per il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi al primo gennaio di quest’anno. Con un altro decreto, veniva ricordato che il consiglio provinciale a fine giugno aveva approvato il rendiconto 2014 con un disavanzo generale di 15.314.373,82 euro e che si era svolta un’audizione a fine luglio con i dirigenti, invitati a procedere nel giro di poco tempo al riaccertamento. Con l’approvazione di quest’ultima attività, D’Erasmo ha poi dato seguito allo step successivo, cioè la proposta al consiglio provinciale «per il ripiano finanziario del disavanzo di amministrazione al 1 gennaio 2015 dopo il riaccertamento straordinario dei residui». Nella proposta che andrà all’esame del consiglio forse già a settembre si spiega che il disavanzo, dopo l’operazione di riaccertamento, è di 31.788.195,71 euro (comprensivo del fondo crediti di dubbia esigibilità per 5,6 milioni e del fondo ex decreto legislativo 35/2013 pari a 12,1 milioni), che deriva per 15,3 milioni dal disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2014 (come risulta dopo l’approvazione del rendiconto 2014) e per 16,4 milioni dal maggiore disavanzo generato dal riaccertamento straordinario dei residui. E qui arriva la notizia. Per ripianare questa cifra l’idea è di procedere con quattro azioni: 12.164.000 euro con quote annuali per tutta la durata del prestito già contratto con Cassa depositi e prestiti per un importo annuale di 650mila euro che troverà allocazione nei bilanci 2015 e seguenti e che ha già iniziato già l’ammortamento in parte nel 2014; 3.150.373,82 euro con l’alienazione dell’ex Palazzo Catenacci in corso di conferimento alla Cassa depositi e prestiti entro il termine della consiliatura, con l’operazione che verrà definita entro il 30 settembre; 13.497.000 euro con il conferimento al fondo immobiliare Invimit, nell’ambito delle iniziative per le Province in pre-dissesto con definizione dell’istruttoria entro il 30 settembre, del Palazzo del Governo, periziato in 13.497.000 euro, le cui iniziative sono in itinere (ieri c’è stato il primo sopralluogo); 2.976.821,89 euro con ammortamento costante trentennale a partire dal 2015 per 99.227,39 euro. L’idea del conferimento dell’immobile è prevalente rispetto all’altra, che prevede un ammortamento trentennale dei 16 milioni per un importo annuo di circa 550mila euro, viste le difficoltà di raggiungimento degli equilibri di bilancio da parte delle Province.

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