Prysmian, esplode la rabbia degli ex: "Siamo stanchi di essere denigrati"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli Piceno, 1° novembre 2015 - I lavoratori ex Prysmian che hanno optato per l’incentivo rispetto al ricollocamento, al termine della trattativa che ha portato alla chiusura dello stabilimento ascolano, in una lettera aperta alla città (e indirizzata per conoscenza a Confindustria Ascoli e Prysmian) hanno voluto esprimere tutto il disappunto per il clima denigratorio che sentono crescere nei loro confronti.

«Adesso basta! E’ arrivato il momento di dire basta a questo clima denigratorio che si sta generando nei confronti dei lavoratori della ex Prysmian di Ascoli. Il tentativo diventa ignobile se pezzi della comunità ascolana, che dovrebbero fare del lavoro un punto di forza, lo usano invece come arma diffamatoria contro lavoratori che hanno visto, nell’arco di mezz’ora, sgretolarsi un’intera esistenza». I lavoratori ricordano a tutti, «rappresentanza delle imprese, istituzioni e politica in primis», quanto accaduto dal 27 febbraio, giorno in cui venne annunciata la volontà di chiudere lo stabilimento: «Da quel momento i lavoratori iniziarono una battaglia ad oltranza, con presidio davanti lo stabilimento, ricevendo, grazie alla loro compostezza e alla loro fermezza, la solidarietà di tutta la cittadinanza».

Una fase in cui si sono succeduti gli incontri al Ministero dello sviluppo economico «dove i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno sempre ribadito e richiesto la riapertura del sito produttivo e, contemporaneamente, hanno riportato alla ribalta la necessità di dichiarare il Piceno ‘area in crisi industriale complessa’. In parallelo, si è svolta la trattativa con la Prysmian, durata oltre 20 ore e conclusasi alle 5 del mattino, che ha prodotto un’ipotesi di accordo di gestione degli esuberi da sottoporre a ratifica dei lavoratori». Alla fine le strade principali erano due: la ricollocazione a Merlino e Arco Felice oppure l’incentivo all’esodo: «I lavoratori – spiegano gli ex dipendenti Prysmian – chiedevano e continuano a chiedere lavoro e non assistenzialismo, come qualcuno vorrebbe far credere».

Gli ex dipendenti spiegano anche l’aspetto relativo all’eventuale ricollocamento in un’altra azienda della provincia: «Quale persona con un pizzico di cervello, nella situazione drammatica in cui si trova, rinuncerebbe a 50mila euro per un lavoro a tempo determinato, che sicuramente non vale questi soldi? A questo punto, la domanda che poniamo a chi ‘sparla’ dei lavoratori, ma non fa nulla per creare lavoro, è questa: pensate davvero che i lavoratori portino l’anello al naso? Che siano disposti a farsi prendere in giro ancora una volta? Non ci sono flotte di imprese disponibili ad assumere né che hanno manifestato interesse alla reindustrializzazione del sito produttivo: perché prendersela con quei lavoratori che sono rimasti senza lavoro e tacciarli di preferire l’assistenzialismo al lavoro? Questa nota era dovuta, se non altro per ripristinare un minimo di verità in difesa della dignità di lavoratori».

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