Pugilato, il “Toro” Larghetti si arrende solo ai punti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Frontino, 31 agosto 2014 – Mirko Larghetti sabato sera ha perso ai punti il match contro Marco Huck. L’ottimo incontro disputato al Gerry Weber Stadium di Halle, in Germania, non è bastato ad acciuffare il titolo iridato. Dopo avere dominato per nove riprese Larghetti ha cominciato a perdere il ritmo imposto, finché nell’ultimo round una scarica di colpi assestata dal serbo-tedesco non ha mandato al suolo il pugile dell’Opi 2000. Per l’arbitro Jack Reiss il gong comunque era già suonato. Così il verdetto unanime della terna arbitrale ha sancito la vittoria ai punti di Huck (116-112, 116-112, 118-110), che per la 13esima volta si è riconfermato campione del mondo dei massimi-leggeri Wbo. Inutile nascondere la delusione eppure per tutti, soprattutto per i sostenitori di casa che lo hanno seguito dal maxischermo allestito al palazzetto di Frontino, quella di Larghetti è stata una prova di altissimo livello. Nella conferenza stampa che ha preceduto l’incontro Huck aveva vantato una certa sicurezza a proposito della sua superiorità sull’avversario, annunciando con una battuta di voler fare “spaghetti di Larghetti”. Il ring però gli ha dato torto, mettendolo di fronte a una atleta che in più di un frangente si è dimostrato un osso duro da masticare.

La televisione tedesca non ha nascosto lo spiccato interesse per la figura del Toro di Frontino, dedicandogli un breve profilo andato prima che i pugili si combattessero tra le corde. D’altronde Larghetti, classe 1982, è un personaggio, anche se a sua insaputa. Distante dallo stereotipo dello sportivo disinibito coi giornalisti e con le telecamere, a costruire la sua immagine sono i piccoli (e pochi) dettagli emersi dalla sua vita. La sua carriera inizia quasi per caso, grazie a un cugino che lo invita a seguirlo negli allenamenti alla palestra di Montecolombo (Rimini).

E’ la prima volta tra sacchi e guantoni. Larghetti viene da un mondo parecchio distante: dal lavoro con cazzuola e cucchiaia, fa il muratore e dalla fatica nei campi. Evidentemente però questo ragazzone già nerboruto fa accendere una spia in Riccardo (Rico) Maestri, l’anima dell’associazione pugilistica Valconca. Si intuisce che i suoi non sono pugni da amatore. Perciò con quella che diventa la sua prima guida sportiva si affaccia sul ring. E fa molto presto a farsi largo, anche perché il tempo è tiranno e non si può aspettare. A ventisei anni, dopo trenta mesi di pugilato, si laurea infatti campione italiano dei pesi massimi dilettanti. E’ il 13 dicembre del 2008. Il pugile per caso, muratore per mestiere a Frontino, il suo piccolo paese nell’entroterra Urbinate, diventa il “Toro”. C’è poi un dettaglio che rende il traguardo più epico. Al terzo round, al Palalido di Milano, ci si mette in mezzo la sfortuna: una frattura al metacarpo del pollice destro. Rico, all’angolo sussurra a Larghetti di dimenticarsi del dolore. Sfilarsi il guantone significherebbe la sconfitta. Il “boscaiolo” – come lo scherniscono per tutta la serata – stringe i denti. E alla fine vince.



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