Pullman e autisti da controllare: "Con i ragazzi non si scherza"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Fermo, 27 marzo 2016 – La tragedia sfiorata durante la gita a Pompei del liceo delle Scienze umane di Fermo, con l’autobus che trasportava gli studenti andatosi a schiantare contro un guardrail, dopo che i ragazzi erano da poco scesi, ha acceso ancora di più il dibattito in merito alla sicurezza su cui gli addetti ai lavori stavano discutendo da mesi. 
«La vita dei ragazzi non vale due euro e, quindi, non si può giocare al risparmio quando si mettono degli studenti sulla strada». A parlare è il presidente della Steat, Fabiano Alessandrini, che critica certe procedure per risparmiare sulle spese delle gite.

«A settembre – spiega -, in virtù della nuova legge che prevede l’appalto di gara per assegnare il trasporto ad agenzia di viaggi o società di trasporti, noi della Steat abbiamo incontrato i dirigenti scolastici per caldeggiare alcuni consigli di cui prendere atto, quando si organizza una gita e si predispone il conseguente bando. E’ importante che si pretendano autobus non più vecchi di 15 anni e, soprattutto, muniti di scatola nera che possa certificare i chilometri percorsi dall’autista senza riposare. Il vecchio sistema con il disco di cartone a punzoni è, infatti, più facile da manomettere. Sia quando ci si rivolge alle agenzie viaggio sia se si tratta direttamente con le società di trasporto, al momento della partenza degli studenti, la legge prevede che si possa chiedere gratuitamente l’ausilio di un agente della polizia municipale affinché verifichi tutte le norme di sicurezza». Alessandrini sottolinea ancora come non si possa risparmiare nella sicurezza su strada: «Se proprio bisogna razionalizzare, che lo si faccia con gli alberghi. Una società di trasporti piuttosto che un’altra, può far risparmiare un centinaio di euro che, suddivisi tra i 50 studenti presenti in un pullman, vuol dire far pagare 2 euro in meno a testa. Io non credo che la vita di un ragazzo valga 2 euro».

 
Occhio anche alle agenzie viaggi che si aggiudicano la gara, e dalle quali bisogna pretendere la massima sicurezza. «Noi come vettori – spiega il direttore della Steat, Pino Rutolini – non possiamo partecipare al bando quando si tratta di gite con pernottamento e, quindi, le scuole si rivolgono alle agenzie viaggi che, a loro volta, subappaltano il trasporto ad un’altra società. In questo caso bisognerebbe essere certi che il vettore non utilizzi gli autisti a chiamata, i cosiddetti freelance, perché in questa maniera non è facile controllare l’affidabilità e, soprattutto, se hanno fatto i riposi previsti dalla legge. Diverso è, invece, il caso di utilizzo di un proprio dipendente che può essere controllato meglio e, quindi, permette di limitare il rischio». 

 

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