Punto nascite – Il reparto doveva chiudere, in realtà è nata Gemma

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IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – E’ andato tutto per il meglio, non ci hanno abbandonato un attimo. Siamo felicissimi perché a Jesi sarebbe stata tutta un’altra cosa. Il parto deve avere luogo in un ambiente tranquillo non in un maxi ospedale spersonalizzato». DA GRANDE potrà raccontare di essere nata all’ospedale Ss. Benvenuto e Rocco di Osimo nel primo giorno in cui il reparto neonatale sarebbe stato chiuso dopo i lunghi anni di frenetica attività, così come stabilisce la determina dell’Asur e della Regione firmata la Vigilia di Natale. La prima nata il primo febbraio, si chiama Gemma ed è di Castelfidardo. La mamma Chiara e il papà Luca hanno sentito il suo primo vagito alle 7.30. «Sarebbe dovuta nascere a Jesi dato che Osimo avrebbe chiuso domenica ma venerdì scorso ci hanno informato della decisione del Consiglio di Stato e la piccola, 3.180 chili, è nata qui – ha raccontato il papà di Gemma a poche ore dalla sua nascita -. Ieri il reparto di maternità era pieno, colmo di donne in dolce attesa. I dottori e le ostetriche correvano impazziti da una stanza all’altra per soddisfare tutti gli appuntamenti al meglio. Tante infatti sono le mamme che hanno deciso di portare a termine la propria gravidanza lì, adesso più che mai vista la certezza che non chiuderà almeno fino al 3 marzo, giorno dell’udienza di merito. Il reparto conta a oggi dal primo gennaio ben 55 parti, un piccolo record tanto più per un ospedale in via di smantellamento. C’è tanto timore da parte delle prime interessate. Preoccupatissime infatti quelle mamme che non fanno in tempo a dare alla luce il proprio figlio per quella data. «Il mio tempo scade il 16 marzo. Spero con tutto il cuore in una proroga. Non voglio andare al Salesi, la «fabbrica dei parti», come la chiamano. Eventualmente opterei per Jesi perché è lì che dovrebbero indirizzarmi i medici che mi hanno seguito», afferma Giulia Bevilacqua, 29enne fidardense l’altra mattina nella saletta in attesa di essere chiamata per il controllo di routine. Felicissima invece un’altra giovane 33enne, M.A., sempre di Castelfidardo, che dovrà partorire sabato: «E’ stata una fortuna, sono molto più tranquilla adesso che so che mio figlio nascerà qui con tutte le attenzioni che non avrei negli altri due presidi». Notizia riferita da Silvia Santini  IL RESTO DEL CARLINO

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