Quadro di Leonardo da Vinci sequestrato in Svizzera, la proprietaria è di Pesaro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 11 febbraio 2015 - Un avvocato, una vedova, un ‘Leonardo’ o presunto tale. Valore del sodalizio: 120 milioni di euro. I protagonisti sono Emilia Cecchini, 70 anni, pesarese, casa a Lugano, vedova di un primario di Sanremo, dichiaratasi proprietaria del dipinto ‘Ritratto di Isabella d’Este’ (foto e video) attribuito a Leonardo. Vero o meno, il dipinto risale al 16° secolo e su questo non ci sono dubbi. Il resto della storia invece sa dell’incredibile. Tutto comincia con un caso. L’avvocato fanese Sergio Shawo, 50 anni, molto conosciuto nell’ambito dell’infortunistica stradale, il 27 agosto 2013 decide di andare in treno a Lugano.

Poco prima del confine, la polfer lo sottopone a controllo. Spunta una lettera. Quello che c’è scritto sembra uno scherzo: «Do mandato all’avvocato Shawo di trattare la vendita del dipinto “Ritratto di Isabella d’Este” di Leonardo da Vinci. Valore di vendita: 120 milioni e comunque non inferiore ai 95 milioni». La polfer fa scendere l’avvocato, che viene interrogato dal magistrato di turno. Il quale trasmette alla procura di Pesaro quella strana lettera. I giudici pesaresi partono in quarta, trovano anche la banca svizzera che custodiva il dipinto (di Leonardo o meno) e chiedono per rogatoria di sequestrarlo. I poliziotti elevetici vanno e non trovano niente. Ma la procura di Pesaro non demorde. Seguendo un’indagine per truffe ai danni delle assicurazioni, che vede indagato sempre l’avvocato Shawo, si imbattono nel 2014 di nuovo nel quadro di Leonardo. E’ la proprietaria Emilia Cecchini che sollecita di nuovo l’avvocato Shawo a trovare compratori. E il legale si impegna, gli acquirenti ci sono. Ma a questo punto, i carabinieri del nucleo tutela e patrimonio chiamano la signora Cecchini in caserma. La convocano nella primavera 2014, trova tempo di andare il 25 ottobre 2014 e si presenta alla sede di Ancona con gli avvocati D’Angelo e Castignani. Quest’ultimo racconta: «La signora Cecchini ha spiegato che il quadro è suo e lo ha avuto dal padre che a sua volta lo ebbe dalla propria madre. Il fratello di Emilia che vive in America ha fatto sapere per iscritto che non gli interessava. Il dipinto è sempre stato in Svizzera perché la nonna viveva là». 

I carabinieri non credono a questa versione. Mettono a punto il blitz scattato ieri con decine di perquisizioni (70 gli indagati tra truffa alle assicurazioni ed esportazioni illegali di opere d’arte). Sergio Shawo è stato sottoposto a perquisizione dalle sei di ieri mattina fino a notte fonda. Il suo legale, Roberto Brancaleoni del foro di Rimini, spiega: «L’avvocato Shawo aveva avuto il mandato di vendere un quadro che era già in Svizzera. Faceva il suo mestiere di intermediario e non di corriere di dipinti di Leonardo o di Tiziano, visto che sembrano attribuirgli anche questo. Il reato dov’è?».



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