Quel ‘Garage Creativo’ che parte dalle primarie e arriva al city brand

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 10 dicembre 2014 – La  determina con la quale il Comune ha commissionato all’agenzia pubblicitaria The Garage Creative Studio l’incarico di creare il city brand di Pesaro non è ancora pubblica.

Ma la scelta di affidare direttamente il lavoro, senza un concorso o il coinvolgimento dei cittadini, è stata ampiamente dibattuta sui social. Il sindaco motiva la sua scelta dicendo che il city brand rientra tra le azioni previste nel progetto “Pesaro, distretto di eventi e festival“, che si è aggiudicato 200mila euro di finanziamenti regionali nell’ambito del più ampio progetto Distretto culturale evoluto.

Cosa c’entra con la scelta di affidare la creazione del brand a The Garage Creative Studio? Il progetto del Comune (in partnenariato con Provincia, Gradara, Gabicce e Parco San Bartolo) costa 665mila euro. Ma la Regione passa 200mila euro. Il resto è coperto dagli enti pubblici e dai partner privati, tra i quali Zeeva, una casa di produzione di audiovisivi, che si avvale della collaborazione di The Garage Creative Studio. Zeeva e The garage contribuiscono economicamente al progetto “Pesaro, distretto di eventi e festival“ con 39mila euro complessivi. Per la creazione del city brand, Cristiano Andreani ed Emanuele Barduagni del “Garage“ hanno percepito 8mila euro più iva. Ma stanno portando avanti altre azioni, sempre nell’ambito del progetto, legati a sviluppo e progettazione della Brand Identity, comunicazione di eventi e grafica varia. Mentre Zeeva curerà il portale dedicato alla promozione del territorio. La partecipazione di The Garage al progetto “Pesaro, distretto di eventi e festival“ non obbligava Ricci a ricorrere a loro, ma il sindaco così ha deciso. Non è passato però inosservato che lo studio di Andreani e Barduagni sia lo stesso che ha curato la sua campagna elettorale.

Per averne conferma, basta andare sul profilo facebook di “The garage creative studio”. Dove si leggono due post, l’uno ad inizio campagna elettorale e l’altro successivo alle elezioni. Il primo: «‘Matteo va in campagna’ è il nome del progetto di comunicazione per la candidatura di Matteo Ricci a sindaco. In questo percorso non saremo soli. Lo studio Marco Poderi si occuperà della parte video». Il secondo: «Matteo è stato un buon cliente. Ci ha scelto per le nostre capacità, forse per opportunismo. Bah.

Lo ha fatto rompendo degli schemi, ci ha commissionato un lavoro complesso, accettando il preventivo e pagandoci con puntualità». Nello stesso post, i grafici rispondono alle insinuazioni di chi li accusava di avere accettato il lavoro per creare un legame con l’amministrazione: «Il fatto che si possa pensare che un piccolo studio con i suoi vent’anni di lavoro onesto e particolare debba cedere a certe logiche ci fa strano. Matteo ci ha chiesto un lavoro. Non ci ha chiesto favori. Questo lavoro non ci mette in quella triste posizione di favore che molti cercano: ora sono dentro, nella stanza dei bottoni. Siamo professionisti. Il nuovo sindaco sa che ci siamo e per fortuna non siamo gli unici».



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