Quel solco tra sindaci Pd e gli altri, ma l’assemblea alla fine vota unita

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Urbino, 10 gennaio 2016 – Gli umori nella conferenza dei sindaci di Area Vasta sono stati altalenanti: qualche tensione iniziale, consultazioni dell’ultimo minuto, poi la discussione prende il via e si cerca l’intesa, fino a quando non si diffonde la voce che alcuni sindaci, del Pd e vicini a questo partito, hanno incontrato in mattinata il presidente Ceriscioli.

Dove? Forse alla sede del Partito democratico di Urbino, dove il presidente della Regione sarebbe rimasto in attesa per capire se c’erano spiragli per intervenire, senza subire il «linciaggio politico», alla conferenza.

Quando il sindaco di Pergola Baldelli ha detto che l’incontro di qualcuno con Ceriscioli era inaccettabile, molti hanno gridato che si trattava di una bufala. Ceriscioli comunque non si è visto e tranne il consigliere regionale dei 5 Stelle Fabbri, esponenti della Regione non sono intervenuti.

Nemmeno il documento, già pronto, prodotto dal sindaco di Lunano Dini, firmato da 23 amministratori, è piaciuto molto: «Noi siamo venuti sempre alle assemblee della conferenza dei sindaci e non abbiamo mai visto questo documento che è stato condiviso solo da qualcuno», l’osservazione di Fabbrizioli di Petriano. «Nel documento si legge anche “il facente funzioni di presidente della conferenza dei sindaci” – ha osservato Baldelli –: si parte subito male», alludendo alla mancanza di “legittimità” che i sindaci assenti in passato avrebbero gridato sull’elezione di Gambini.

«Sono le questioni pratiche da mettere in agenda – ha spiegato Dini –: si chiede la verifica dei Comuni che rientrano nel Decreto Balduzzi sulle aree disagiate; il decreto è chiaro, ci sono misurazioni oggettive (60 minuti di auto massimi tra un comune e il pronto soccorso più vicino) e l’Asur faccia le misurazioni perché noi pretendiamo di sapere le marginalità dei nostri territori. Si chiede poi la previsione immediata (ripristino, ndr) dei Ppi h24 a Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro; di ripristinare i posti di Lungodegenza insieme a quelli di cure intermedie. Ci sono state dimissioni volontarie negli ultimi giorni dai Pronto soccorsi perché non si vuole andare a Pergola. La diagnostica deve rimanere anche per abbattere le liste d’attesa. Si chiede di sospendere le procedure in atto e di avere un incontro con il presidente Ceriscioli».

Anche il vice sindaco di Fossombrone Chiarabilli ha condiviso il «malessere che vivono tutti i territori. Noi siamo nella stessa posizione di Cagli e Sassocorvaro: i tecnici sono andati più avanti di quello che potevano e noi chiediamo che torni il Ppi H24 in tutti e 3 gli ospedali. Solo Fossombrone ha più di 6mila accessi in un anno e fa un’operazione di filtro importante per gli altri ospedali», ha detto.

«Io non ho paura di condividere le cose, ma arriviamo a una sintesi in cui il tema è “fermiamo le bocce”, e riapriamo la discussione con la Regione», le parole di Seri di Fano, che sembravano distaccarsi dalla linea dell’assemblea, ma che poi sono state interpretate come un avvallo alla richiesta di revoca degli atti di Regione e Asur.

«Dopo un anno di lavoro, dopo incontri, 5 convocazioni di assemblee, finalmente si è giunti a quest’importante risultato ottenuto da Urbino con l’entroterra», ha puntualizzato Gambini.

L’elezione del sindaco di Urbino a presidente della conferenza era stata contestata settimane fa dai sindaci Pd perché ottenuta con soli 24 presenti.

Gambini è riuscito a dare un peso alla conferenza, a far intervenire i sindaci Pd e a far votare un documento che va addirittura contro il piano della Regione.

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