"Quella statua è di Donatello". A Fabriano spunta un tesoro milionario

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Fabriano (Ancona), 2 aprile 2016 – Una scultura in legno alta quasi due metri di proprietà del Comune da sempre custodita e visibile a Fabriano nella chiesa di Santa Lucia-San Domenico è di Donatello e vale milioni di euro.

Da qualche giorno l’opera è stata temporaneamente trasferita agli Uffizi di Firenze in una delle più importanti mostre di primavera con tanto di dicitura «Donatello» a fianco del nome della statua sia sul catalogo ufficiale, sia sulla didascalia posizionata davanti all’opera.

Ora, insomma, c’è il crisma dell’ufficialità a dieci anni dall’intuizione – allora da molti considerata visionaria – del critico d’arte fabrianese Fabio Marcelli sul ‘San Pietro Martire’ fin lì ritenuto di autore ignoto, genericamente inquadrato nel periodo rinascimentale.

Già a quei tempi Giancarlo Gentilini, studioso dell’artista del David e di tanti altri capolavori, appoggiò la tesi di Marcelli sostenendo che era «pertinente il nome di Donatello» per «stato di conservazione, punto di vista, concezione della figura e tecnica».

Da lì partì una sorta di crociata spalleggiata anche dall’allora sindaco Roberto Sorci in cerca di conferme e perizie per capire se davvero Marcelli avesse avuto l’illuminazione tale da regalare alla città un jolly turistico-culturale con pochi eguali, in quanto l’illustre accostamento avrebbe comportato un valore economico elevatissimo di un’opera fin lì semisconosciuta e posizionata in una nicchia della chiesa peraltro in zona piuttosto alta e poco visibile.

C’è voluto un decennio, ma oggi la battaglia è a tutti gli effetti vinta grazie ad Alfredo Bellandi, il docente dell’Università di Perugia, ricercatore ed esperto di storia dell’arte che ha fornito il suo imprimatur certificativo con tanto di atto formale.

Proprio Bellandi, in qualità di curatore dell’esposizione «Fece di scoltura di legname e colorì», ha chiesto e ottenuto che la statua fosse trasferita agli Uffizi di Firenze dove appunto si tiene la mostra aperta nei giorni scorsi e visibile fino al 28 agosto. Lì, tra le 50 opere del Rinascimento fiorentino, ne figurano anche alcune dello scultore del David e tra queste proprio l’opera lignea ormai definitivamente ‘donatelliana’ da sempre custodita nella piccola chiesa fabrianese. Dove tornerà dopo la mostra.

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