Quella strana comunione

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 21 settembre 2014 – Puzza un po’ di bruciato quella specie di «comunione d’intenti» raggiunta non si sa perché fra il Comune e Arcidiocesi sulla celebrazione della ricorrenza del patrono San Terenzio. E’ stata chiamata «festa identitaria» forse nel nome dei fuochi d’artificio di cui il Comune vanta un credito che con piacere passerà all’Arcidiocesi. «Hybris» è parola greca che significa andar fuori del limite e metter insieme cose che insieme non stanno.

Che c’entra la processione del santo, perchè è quella la festa del patrono, coi fuochi, coi musei, con la gite, coi giochi in spiaggia? Ci sono decine di coppie di vecchi pesaresi che vanno in piazza solo quel giorno e solo per vedere la processione. Che c’entra tutto ciò con l’eventuale «fede» di qualcuno? San Terenzio, secondo Mamiani, apparve in armi sulle mura cittadine per combattere i francesi, altroché identità di idee. C’è da meditare pensando a ciò che potrebbe venir «pattuito» per la festa della Madonna delle Grazie. Forse, per rifare una storia «condivisa», Comune e Arcidiocesi porteranno la sacra immagine in giro perché ci liberi dal colera come avvenne un secolo e mezzo fa. Ridateci «T’adoriam ostia divina» mentre sfrecciano le rondini nell’ultimo sole cittadino.



 

Precedente La sanità e i tagli Successivo Traghetto contro scogli a Corfù