Quella volta che Pino Daniele suonò a Porto San Giorgio

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Porto San Giorgio, 7 gennaio 2015 – Pino Daniele, il cantautore e chitarrista napoletano di fama internazionale morto nella serata di domenica, lasciando un’impronta importante e significativa sulla storia della musica italiana e in particolare napoletana, quando era giovane e non molto conosciuto ha cantato anche a Porto San Giorgio. Alla festa dell’Unità. Era la fine degli anni Settanta (1979), quando il Partito comunista italiano organizzava la sua festa nella villa Fagioli, che poi è stata abbattuta per fare posto alla sede della Cassa di risparmio di Fermo. Molti ricordano quel concerto e ne rendono testimonianza, unendosi al generale cordoglio per l’immatura scomparsa del cantautore napoletano, 59 anni appena. Tra loro Stefano Scatasta Sassì, figlio del compianto compagno Sassì, alias Silvio Scatasta.

«Avevo undici anni – racconta –. Mio padre faceva parte dell’organizzazione della festa dell’Unità e io aiutavo a pulire i tavoli. Pochi gli spettatori: una cinquantina in tutto. Del resto erano feste in cui Pino Daniele con la sua musica e i suoi ritmi rappresentava un’eccezione, dato che la gente che vi partecipava preferiva una semplice orchestra per ballare. Ricordo che noi ragazzini presenti ci scandalizzammo anche un po’ quando cantò ‘Je so’ pazzo’, perché contiene quella che era per noi una parolaccia». «A fine concerto, lo ricordo benissimo – aggiunge Scatasta – prese come compenso 200mila lire, un piatto di spaghetti con le vongole e uno di pesce fritto. Poi, negli anni, quando Pino Daniele è diventato famoso, con mio padre abbiamo ricordato spesso quella sua esibizione alla festa dell’Unità». Un altro che esprime dolore per la scomparsa del cantante e rende testimonianza della sua presenza tanti anni fa a Porto San Giorgio è Urbano Cardarelli.

«Pino, come me di origine napoletana – dice – è stato e rimarrà un grandissimo nei miei ricordi non solo dal punto di vista musicale e vocalistico, ma soprattutto sul piano umano e solidale, caratteristiche che sono congenite con la napoletanità. Lo ascoltai di persona quando era un illustre sconosciuto proprio alla festa dell’Unità di Porto San Giorgio. Fu invitato per un’idea geniale e lungimirante di Franco Luciani, grande conoscitore e cultore della musica che Pino Daniele sapeva interpretare con il suo gruppo». «Era giovanissimo – ricorda ancora Cardarelli – e si può dire che Porto San Giorgio sia stato il suo rodaggio per un futuro che poi è stato molto fecondo. La sua esibizione entusiasmò chi ebbe l’opportunità di viverla. Grazie Pino, ora per allora, te ne sarò grato per sempre».

Silvio Sebastiani



LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Precedente FABRIANO - Furto al cimitero Il custode: "Basta, servono le telecamere" Successivo L’auto (sporca) di Valentino Rossi dilaga sui social network