Quintana e doping, battaglia legale

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 2 novembre 2015 - E’ PASSATO un mese e mezzo da quando il «Consiglio degli Anziani» della Quintana, il 14 settembre, aveva svelato i nomi dei cavalli risultati positivi all’antidoping in occasione della giostra del 2 agosto scorso: Vin Brulè della Piazzarola e Della Mola di Sant’Emidio.

Da quel giorno, il cavaliere biancorosso Denny Coppari non ha mai commentato la vicenda e non ha mai fatto sentire la sua voce. Almeno fino a sabato sera, quando il suo avvocato Stefano Mattii, del Foro di Fermo, attraverso un comunicato ha attaccato duramente l’operato del «Consiglio degli Anziani» (l’organo che come noto qualche settimana fa ha deciso di sospendere la procedura relativa alle controanalisi a seguito dei vizi formali riscontrati dal legale del sestiere di Sant’Emidio Achille Buonfigli), e non ha avuto parole al miele neanche per la commissione veterinaria presieduta dal dottor Alessandro Spadari e per l’Unire-Lab di Milano, il laboratorio che ha analizzato le provette di sangue prelevato sui cavalli.

«Lo scorso 8 settembre – spiega, a tal proposito, l’avvocato Mattii – l’ufficio Quintana chiedeva all’Unire-Lab l’invio del plico contenente i verbali delle operazioni di prelievo. Ebbene, la detenzione di tali documenti consentiva di conoscere il nome dei cavalli e quindi dei sestieri che rappresentano, poiché nel verbale di prelievo è scritto, oltre al nome del cavallo, anche il suo codice identificativo. Quindi, è stato violato il principio dell’anonimato concorsuale, alla stregua dell’insegnamento delle adunanze plenarie del Consiglio di Stato numeri 26, 27 e 28 del 2013, per cui non è necessario che si dimostri che l’anonimato sia violato, ma è sufficiente la sola possibilità che ciò verifichi. Di conseguenza – prosegue l’avvocato di Denny Coppari – l’Unire-Lab non doveva avere i verbali di prelievo».

E POI L’AVVOCATO entra nel merito della questione doping riferita al suo assistito. «Resta comunque il fatto decisivo per il cavallo Vin Brulè – scirve – che l’asserita positività è di un prelivo pre-corsa (infatti il test antidoping era stato effettuato in questo caso il primo agosto, alla vigilia della giostra, ndr), atteso che il regolamento della Quintana considera rilevanti i risultati di analisi su prelievi post-gara, alla luce del decreto del presidente del consiglio dei ministri del 28 febbraio 2003. L’articolo 8, infatti, al punto E, dà rilevanza ai soli prelievi ematici effettuati al termine della gara e non a quelli anteriori. I rapporti di prova sono solo l’esito dato dal chimico alla sua analisi. I verbali di analisi sono invece i cromatogrammi, gli spettri di massa ed il materiale che accompagna la fase di estrazione dell’analisi, che non sono presenti negli in atti. Prendere per buono il rapporto di prova senza aver visionato quei verbali – conclude l’avvocato Mattii – è come accettare una condanna sulla base del mero risultato dichiarato in perizia, senza aver potuto vedere i verbali analitici che unicamente devono dar ragione a quel risultato».

 

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