Raccolta abusiva di abiti nelle case: in due nei guai

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Sant’Elpidio a Mare, 11 dicembre 2014 – Circa due quintali di capi di abbigliamento, biancheria e accessori sequestrati, il veicolo su cui era stato caricato tutto questo materiale sottoposto a fermo amministrativo per un anno e l’informativa del reato di raccolta abusiva inoltrata alla Procura della Repubblica: è il risultato di un’operazione condotta dalla polizia municipale in merito all’attività di due soggetti, di origine campana, nel territorio cittadino. I foglietti che nei giorni scorsi erano stati attaccati vicino ai citofoni delle abitazioni elpidiensi annunciavano una raccolta di indumenti, biancheria, coperte, lenzuola, accessori in buono stato, che sarebbe stata effettuata a domicilio, martedì. Il fatto ha destato delle perplessità nei cittadini (ormai sono tutti in allerta per ogni minima cosa succeda), tanto che qualcuno ha segnalato il fatto alla polizia municipale e gli agenti hanno dato il via agli accertamenti. Si trattava di una semplice comunicazione, senza alcuna dicitura particolare che riconducesse a chi stava promuovendo la raccolta e permettesse di capire a che titolo stava operando. La richiesta di sistemare il materiale in un sacco ben chiuso e di attaccarci il volantino era un ulteriore elemento da chiarire. Gli agenti si sono appostati (anche in borghese) nei pressi delle abitazioni in cui sarebbe dovuto avvenire il ritiro, fermando e individuando due campani mentre stavano effettuando la raccolta.

Da ulteriori accertamenti è emerso che i due stavano ritirando tutti quei rifiuti consistenti in indumenti usati (circa due quintali sequestrati) senza essere iscritti all’albo nazionale dei gestori ambientali. Gli agenti hanno perciò individuato l’attività come abusiva e hanno proceduto di conseguenza: sequestro dei rifiuti raccolti fino a quel momento, sequestro dell’auto e una informativa di reato inviata alla Procura. È stato anche accertato che i due non stavano agendo soltanto in città, ma anche in diversi Comuni limitrofi: raccoglievano abusivamente degli indumenti usati (perciò classificabili come rifiuti) con l’intento di rivenderli e di lucrarci.

Marisa Colibazzi



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