Raffica di furti nelle chiese C’è l’ombra delle messe nere

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 20 giugno 2015 - Choc per il furto dell’anello del santo al duomo. C’è ancora incredulità per quanto accaduto mercoledì tra le 12.30 e le 15, quando l’anello di valore è stato strappato dal dito di san Vincenzo Maria Strambi. Dito per altro strappato. Rubato anche il crocifisso, che era appoggiato sul petto. Il furto dei due simboli del santo ha scosso chi della cattedrale si occupa da sempre. «Non riusciamo a spiegarci come abbiano fatto – dice Araldo, il primo sagrestano, custode della chiesa da più di trent’anni –, devono aver svitato i bulloni e poi aperto la teca, come fosse un coperchio. Quando mercoledì ho chiuso la chiesa a mezzogiorno, come sempre ho fatto il giro, e dentro non c’era nessuno».

In alto, a destra rispetto alla salma, è appesa alla parete una bacheca dove sono custodite altre reliquie, tra cui i guanti di san Vincenzo e il crocifisso, che il santo era solito portare sul petto. «Qui non c’era l’antifurto. Abbiamo invece l’allarme per i quattro quadri di valore intorno l’altare, tra cui il trittico di Allegretto Nuzzi, risalente al 1369».

Quello dell’anello non è l’unico furto anomalo nelle chiese della città. Di recente sono spariti i messali (i libri liturgici con cui il sacerdote celebra la messa), dalle chiese del Sacro Cuore, dei Cappuccini, delle Vergini e dell’Abbadia di Fiastra. «Siamo stati derubati anche della grossa bibbia e del lectionario – spiega padre Dino, parroco dei Cappuccini –, e il disagio è stato grande, dal momento che i messali sono in fase di ristampa e in giro non si trovano. Per fortuna in una chiesa di Fermo ne avevano uno in più e ce l’hanno dato. Il perché del furto? Sicuramente per celebrare le messe nere, non vedo altre spiegazioni».

Un fenomeno, quello della messa satanica o «messa alla rovescia», in espansione negli ultimi tempi. «A Civitanova le messe nere dilagano – continua padre Dino – ma anche nei dintorni di Macerata. Il messale fa più effetto in questi riti. Stesso discorso vale per le ossa già consacrate. Una volta, poi, due ragazzi stavano rubando i soldi delle offerte, mi hanno visto e sono scappati, ma poi sono tornati indietro per chiedermi di non denunciarli, mi hanno detto che erano solo poveri studenti. Avranno avuto tra i 20 e i 25 anni. Subito dopo Pasqua, ho fatto istallare tre telecamere in chiesa». «Oltre ai messali – spiega Don Francesco, parroco del Sacro Cuore – ci hanno rubato i grandi cuscini delle sedie dei sacerdoti. Se non ci sbrighiamo a mettere via i soldi delle offerte, poi, li rubano subito. Ogni tanto scompare un pezzo, ormai non ci facciamo neanche più caso». «Da noi – racconta don Andres, parroco di Santa Madre di Dio – hanno rotto un candeliere di valore e preso i soldi delle offerte. Saranno stati dei ragazzi, nel parco qui vengono a drogarsi e ubriacarsi. Qualche tempo fa, di notte, ho sentito che fuori stavano forzando la porta, ho fatto un po’ di rumore e sono scappati».



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