Ragazzino morto annegato, bandiera a lutto. L’ipotesi del malore

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Civitanova Marche (Macerata), 20 maggio 2015 - Un nastro nero annodato all’asta che regge la bandiera tricolore e quella europea fuori dalla scuola, il segno del lutto di una comunità, quella della media «Pirandello», che aveva accolto Ibrahima Cisse, arrivato otto mesi fa in Italia. Studenti e insegnanti sono sotto choc tra quelle mura, davanti al banco vuoto del ragazzino senegalese che a settembre avrebbe compiuto tredici anni e che è annegato lunedì pomeriggio nel mare di Civitanova (foto e video), la città che aveva scelto per la sua nuova vita in Italia, insieme al padre che qui lavora e con cui viveva, in una abitazione affacciata sul litorale nord. 

Verrà effettuata oggi nell’obitorio dell’ospedale l’autopsia sul cadavere del ragazzino. Intanto l’inchiesta della Capitaneria di Porto sta tentando di ricostruire quel che è accaduto sulla spiaggia davanti allo chalet Aloha. Sono stati già ascoltati alcuni dei compagni di Ibrahima, i soccorritori, gli assistenti bagnanti e i militi della Croce Verde stavano esercitandosi per un corso di salvataggio e a cui è toccato trovare e recuperare il corpo del piccolo dal fondale e tentare poi di rianimarlo prima che all’ospedale venisse dichiarata la morte in tarda serata, mentre il padre che attendeva fuori dal pronto soccorso si è sentito male.

È musulmana la famiglia e i funerali di svolgeranno secondo la tradizione islamica, probabilmente in Senegal dove la salma sarà rimpatriata e dove vive la mamma di Ibrahima. La Capitaneria ha già contattato il Consolato Onorario del Senegal che ha sede ad Ascoli Piceno. Ma, c’è da capire come sia annegato Ibrahima e l’autopsia dirà se è stato un malore a tradire il tredicenne che non sapeva nuotare e che è affogato a pochi metri dalla riva, là dove si tocca. Il ragazzino era andato in spiaggia a fare il bagno insieme ai compagni di squadra dopo l’allenamento nel campo di Fontespina con la Vis Civitanova, con cui giocava a calcio. 

Tutti giocano e si divertono, poi Ibrahima scompare e nessuno se ne accorge subito. Iniziano a cercarlo. Parte l’allarme alla Capitaneria e si muove la motovedetta. I ragazzini sono frastornati; chi racconta di averlo visto a cavalcioni sulle spalle di amici che si tuffava, chi dice che scherzava fingendo di annegare, chi di averlo notato vicino agli scogli mentre si dirigeva a riva. Poco dopo le 18 iniziano le ricerche e un’ora dopo lo trovano. Lo portano a riva esanime e i soccorritori tentano con un massaggio cardiaco di 45 minuti, poi la corsa in ospedale dove viene dichiarata la morte. 

 



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