Ragazzo morì annegato, Riccardo oggi sarebbe maggiorenne. "È vivo in noi, lo immagino festeggiare"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 5 febbraio 2015 – Oggi avrebbe compiuto 18 anni Riccardo Galiè, il ragazzo di Amandola che nell’agosto 2013 morì annegato nel mare di Lido di Fermo. Al termine di una festa, lui e altri amici presero un pedalò e in piena notte entrarono in acqua. Purtroppo, il pattino era senza tappo, si capovolse e Riccardo non ce la fece a salvarsi.

La famiglia ringrazia fin da ora quanti parteciperanno, sabato prossimo alle ore 15, alla messa di suffragio nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, ad Amandola, custodita dal diacono Emanuele. Seguirà un piccolo rinfresco in condivisione, nell’abitazione dei Galiè. Di Riccardo ricordiamo i 18 anni che doveva compiere, nella speranza che, come cantava Pierangelo Bertoli, possa dire nelle onde dell’azzurrità di vita, “non alla fine della strada, ma all’inizio i miei anni li ho vissuti”. 

Per la prima volta dopo la tragedia, rompendo la riservatezza con la quale vive il suo dolore da un anno e mezzo, la mamma Graziella ha deciso di raccontare al Carlino com’è cambiata la vita a lei e alla famiglia, e come cercano di colmare il vuoto lasciato da Riccardo.

di Giorgio Buratti

Le parole della mamma:

“Avevamo deciso, mio marito Albano ed io, di non parlare per discrezione. Lo faccio solo ora, in coincidenza con il 18° anno che avrebbe compiuto oggi, perché Riccardo lo sentiamo vivo accanto a noi e lo immaginiamo a festeggiare. Non parliamo del processo appena iniziato perché ci interessa solo che la giustizia scopra la verità. Il dolore non si può superare, non c’è una parola per descriverlo, la vita continua con la certezza di sentire nostro figlio vicino. Con mio marito ci sosteniamo a vicenda: da allora, il nostro rapporto è ancora più saldo. Nei momenti più difficili abbiamo avuto il conforto di amici e parenti. Al funerale ci fu una partecipazione di giovani e persone di tutta la zona, anche di gente estranea: conoscemmo in chiesa il diacono Fratel Emanuele e da allora abbiamo iniziato un percorso di fede, cosa che prima vivevo superficialmente.

Pensavo al lavoro e non ad altro, avevo una pizzeria qui ad Amandola e mio figlio dopo la scuola mi aiutava. Sarebbe stato il lavoro per il suo futuro, anche se non era del tutto convinto, ma a 16 anni, purtroppo, non si hanno idee chiare. Dopo la tragedia non sono riuscita a portare più avanti l’attività e l’abbiamo venduta. Mi sono resa conto che ho sbagliato, ho il rimorso per non aver seguito maggiormente mio figlio. Dovevo fargli capire di più la differenza tra bene e male. Per quanto riguarda gli amici, forse è una cosa normale data l’età, li vedo molto distanti da me, forse non tutti hanno capito la lezione, ma non è un giudizio su di loro. Voglio ringraziare il diacono e il suo gruppo musicale “Note di Luce” perché ha scritto una canzone per Riccardo “Siate sale, siate luce”, che porta spesso in scena nei suoi tanti concerti, anche in onore di mio figlio.

Questo modo di ricordarlo mi ha dato conforto, facendomi riscoprire un po’ l’amore per la vita. Ringrazio anche la parrocchia per la vicinanza: ho visto che tutto il paese è stato in lutto. Resta la soddisfazione per la prima figlia Samanta, che lavora da ostetrica in molte cliniche private della zona. Lei parla molto poco di questa vicenda perché ha un carattere discreto e riservato. Parlarne non è facile, ma serve come sfogo. Vorrei dare un messaggio ai giovani di amare la vita al punto giusto, anche se a quell’età è difficile capirlo, occorrerebbe l’aiuto di persone adulte, che li guidi con consigli e con esempi forti. Spero possano trovarle”.

di Graziella Sgamma (mamma di Riccardo Galiè)



LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Precedente Ladri sfondano il muro della palestra con un martello pneumatico Successivo Fabriano - Batteri, a Trocchetti trenta famiglie senz'acqua