Rapina, i ‘sette uomini d’oro’ patteggiano la pena

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Fermo, 3 marzo 2016 - Erano soprannominati i sette uomini d’oro, per la loro attività criminale legata prettamente alle rapine in banca. Il 30 settembre scorso, però, la loro brillante carriera nel mondo della malavita aveva dovuto registrare un brusco stop dopo il colpo alla filale di Porto San Giorgio della Banca Popolare di Ancona.

In manette erano finiti i componenti di una banda di napoletani e il basista marchigiano: Giuseppe Beneventano di 37 anni, Federico Mineri di 43 anni, Aldo Politi di 43 anni, Renato Palladino di 50 anni, Salvatore Della Gaggia di 33 anni, Alessandro Correra di 32 anni e il basista Giulio Bianchi, 60 anni, di Comunanza.

Ieri i sette, difesi dagli avvocati Massimo Di Bonaventura, Giuliano Giordani e Luca Bellabarba, hanno patteggiato la pena davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Fermo, Cesare Marziali. I primi cinque si sono accordati per due anni di reclusione. Un anno e otto mesi, pena sospesa per Correra (incensurato), un anno e sei mesi per Bianchi. Sono da poco passate le 12,30 di quel 30 settembre quando i rapinatori si accingono a colpire nella filiale della Banca Popolare di Ancona, in via Tasso, nella zona sud di Porto San Giorgio.

Tutto è pronto e in tre entrano in azione: irrompono in banca, minacciano gli impiegati con un taglierino, arraffano il bottino e poi scappano. Ogni cosa, per loro, sembra filare liscia, ma non sanno che gli uomini del commissariato di Fermo hanno notato una misteriosa vettura aggirarsi da giorni nei pressi di diversi istituti bancari. Dopo il colpo, il direttore della filiale allerta subito le forze dell’ordine e i poliziotti, quando vengono a conoscenza di quanto accaduto, collegano subito le due cose.

Gli agenti della squadra volante, della sezione anticrimine e della Scientifica, intervengono subito sul posto, ma non sono impreparati: hanno già un piano d’azione. Durante i controlli dei giorni scorsi, infatti, hanno preso il numero di targa dell’auto e hanno identificato il proprietario: è Bianchi, un 60enne di Comunanza, domiciliato a Marina Palmense.

I poliziotti si recano in massa a casa dell’uomo e lì lo sorprendono in compagnia di sei pregiudicati campani. Scatta la perquisizione domiciliare, durante la quale viene rinvenuto anche un passamontagna. I sette vengo portati in commissariato per essere interrogati e poi finiscono in carcere.

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