Razzismo a scuola, la bidella all’alunno marocchino: «Sei un jihadista»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Recanati (Macerata), 19 gennaio 2015 – Una brutta risposta di una bidella a uno studente extracomunitario in un momento di rabbia. E tanto basta per aprire un caso a scuola. Il fatto è avvenuto all’interno dell’Istituto Tecnico Industriale Mattei di Recanati. Il giovane, da quanto si è appreso da alcune testimonianze, stava camminando insieme a un suo compagno nel corridoio della scuola, durante una pausa dalle ore di lezione, e qualcuno lo ha invitato a chiudere la porta che dà all’esterno perché faceva entrare aria fredda. Lo studente, però, si accorge che fuori, impegnata nel suo lavoro, c’era l’operatore scolastico e risponde, in maniera spontanea, «non lo faccio perché fuori c’è la bidella». Apriti cielo. La donna, sentendo questa risposta e non avendo gradito di essere stata etichettata con quella qualifica, avrebbe risposto con tono infuriato: «Bidella lo dici a tua sorella», aggiungendo un insulto e la parola jihadista rivolta sempre allo studente. Il giovane non se l’è sentita di passar sopra a tale rispostaccia del tutto gratuita e dal vago sentore di razzismo e, insieme al suo compagno che gli ha fatto da testimone, è andato subito dal dirigente scolastico a riferire quanto accaduto. Il dirigente scolastico Giovanni Giri ha già avuto modo di sentire la versione anche dell’operatrice scolastica e, quando si sarà fatto un’idea precisa di come si sono svolti realmente i fatti, prenderà i necessari provvedimenti per censurare eventuali atteggiamenti non corretti. «La mia – precisa Gigi – è una scuola aperta che si è dimostrata sempre, in ogni circostanza, multiculturale e impegnata nel favorire l’integrazione di una popolazione scolastica sempre più numerosa di stranieri. Anzi, prenderò a pretesto questa storia per intensificare ogni azione utile per sensibilizzare i giovani e il personale dipendente all’integrazione e rafforzare gli interventi educativi in tema di formazione civile e sociale». Il ragazzo appartiene ad una delle prime famiglie marocchine giunte a Recanati a metà degli anni ’80 e da allora sono rimaste in città diverse generazioni della stessa famiglia.



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