Reati via web, aziende a rischio. “Paga o ti blocco i documenti”

IL BORGHIGIANO FABRIANO

polizia postale

FONTE IL RESTO DEL CARLINO

In aumento i crimini informatici contro le aziende. Il fenomeno sta diventando problematico anche nel capoluogo e nelle Marche dove, nel corso del 2014, si sono verificati oltre trecento casi. Pirateria informatica, e reati di phishing, ossia la captazione fraudolenta di dati informatici.

Aziende del nostro territorio che, sotto il controllo della Confindustria regionale, sono state monitorate dal personale della Polizia postale e delle telecomunicazioni di Ancona. La maggior parte degli ‘assalti’ telematici ai danni delle nostre aziende, si è fermata al semplice tentativo, ma in alcuni casi l’irruzione nei terminali aziendali è giunta a compimento.

Moltre delle aziende erano preparate e difese a simili attacchi mediante misure di sicurezza, ma alcuni imprenditori sono caduti ugualmente nella rete. Si sono verificati casi in cui alla captazione fraudolenta di dati informatici è seguito l’esborso di ingenti somme di denaro destinate al pagamento di ditte fornitrici.

Pagamenti spesso dirottati verso altri conti correnti, quasi tutti accesi all’estero, in particolare fuori dall’Unione Europea, dunque quasi impossibile da recuperare. Il fenomeno si presenta sotto forma di un virus che colpisce i sistemi Windows criptando i dati contenuti nell’unità di storage. In genere l’utente riceve sulla propria casella di posta elettronicaun messaggio relativo a presunte spedizioni o fatture.

Cliccando sul link camuffato o sull’allegato, spesso pdf ritenuti innocui, ecco che avviene l’infezione virale. A questo punto l’utente viene ricattato: o decide di pagare, altrimenti sarà impossibile aprire e leggere i documenti ‘rubati’: «Consigliamo agli imprenditori di agire in via preventiva – spiega Cinzia Grucci – la dirigente della polizia postale di Ancona –, utilizzando antivirus efficaci e aggiornati e ricorrere a sistemi in grado di bloccare il virus prima che questo agisca, accedere al proprio pc con privilegi di utente e non di amministratore e, infine, fare copia di tutti i back up dei dati rilevanti e salvarli. Ma soprrattutto è necessario che i responsabili delle aziende non paghino e sporgano subito querela presso i nostri uffici».

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