REFERENDUM TRIVELLE, TERZONI (M5S): “LA DATA DEL 17 APRILE E’ UN BOICOTTAGGIO DI RENZI E DEL PD”

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IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – (Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa)

REFERENDUM TRIVELLE, TERZONI (M5S): “LA DATA DEL 17 APRILE E’ UN BOICOTTAGGIO DI RENZI E DEL PD”

“Il referendum sulle trivellazioni nasconde una trappola: è una chiamata alle armi monca. Una battaglia necessaria che non risolve il problema e rappresenta il frutto della politica ambigua delle regioni e di quella furba del governo. È un referendum contro le trivellazioni? No. O, cioè, non del tutto. È un referendum che mira a quegli impianti off shore, situati all’interno delle 12 miglia dalla costa, e già operativi. Solo una piccola parte di quelli esistenti. Però è un referendum che chiama i cittadini a dare una prima risposta su un tema caro a tutti noi e al Movimento 5 Stelle: lo sfruttamento del nostro territorio e soprattutto la scelta di quale futuro volere e immaginare per l’Italia. Per tutto questo dobbiamo andare a votare. E dobbiamo votare sì. Nonostante il tentativo del governo di boicottarlo: perché è evidente che questo è lo scopo nel fissare la data del voto al 17 aprile”.

E’ quanto afferma, in una nota, la portavoce del M5S On. Patrizia Terzoni insieme ai colleghi del suo gruppo presso la Camera dei Deputati.

“Tutte le associazioni ambientaliste- prosegue il M5S compatto – e anche noi del movimento avevamo chiesto di votare nello stesso giorno delle amministrative. Era indispensabile un election day per portare i cittadini in massa al voto ma il governo non ha mai avallato questa ipotesi. Siamo consapevoli che il quorum potrebbe non essere raggiunto. Questo però è un referendum importante e siamo tutti chiamati a partecipare. Perché noi diciamo no a tutte le trivellazioni: offshore e terrestri. Perché l’energia fossile è il passato mentre il futuro è e deve essere rinnovabile. Andremo a votare questo referendum pur riconoscendone i limiti. Auspicavamo fin dall’inizio più serietà e una seria campagna di informazione capillare su tutto il territorio, magari insieme al fronte referendario del 2017 aggiungendo i quesiti a “Buona Scuola” e “Jobs act”. Così non è stato, e ora ci troviamo con 60 giorni per promuovere una campagna menomata. Una cosa è certa: la nostra battaglia contro le trivelle rimane totale e senza quartiere”.

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