Regionali, Pd diviso: «Primarie di coalizione, ma senza Marche 2020»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 16 gennaio 2015 – Il Pd di affida alle primarie per scegliere il candidato governatore alla Regione. Una consultazione di coalizione della quale non potrà fare parte la lista Marche 2020 del governatore Gian Mario Spacca, hanno sottolineato i democratici. L’annuncio è stato fatto ieri sera, poco prima delle dieci, dal segretario marchigiano Francesco Comi nel corso della direzione ospitata dalla Casa del Popolo ad Ancona alla quale non ha preso parte il vice segretario nazionale Lorenzo Guerini.

Atteso al varco da numerosi esponenti del partito che contestano la conduzione della difficile trattativa, Comi si è presentato teso come una corda di violino. Nel fare il punto sulla situazione è partito dalla constatazione che «nonostante gli sforzi compiuti in questi giorni non si è riusciti ad arrivare a una sintesi unitaria sul candidato. Ci sono state numerose resistenze, ma questo fa parte della vita democratica. Le consultazioni alla fine ci hanno proposto una candidatura importante come la senatrice Camilla Fabbri (assente ieri, ndr), ma allo stesso tempo sono emerse altre ipotesi, una in particolare (quella dell’assessore Pietro Marcolini che Comi però non ha citato, ndr). Entrambe, però, non hanno raccolto un consenso unanime».

Da qui la scelta inevitabile delle primarie. «A questo punto l’indirizzo che rivolgeremo all’assemblea regionale – dice Comi – è quello delle primarie di coalizione. La riunione dell’assemblea è prevista per giovedì prossimo (e non domenica prossima come molti pensavano, ndr). Subito dopo, il 24 gennaio, si riunirà la direzione per fissare le modalità di svolgimento delle primarie. Entro il 31 gennaio dovranno essere presentate le candidature mentre le urne saranno aperte nella giornata del 22 febbraio».

Le date fornite da Comi aprono comunque alcuni scenari. In sostanza c’è una dilatazione temporale per la ratifica delle primarie, mentre poi in caso di conferma da parte dell’assemblea c’è un’accelerazione per lo svolgimento. Cosa significa? Semplicemente che il Pd si concede ancora sette giorni per poter verificare fino all’ultimo la convergenza su un nome unitario per evitare quello che la segreteria nazionale chiede da tempo, ovvero le primarie. Questo anche alla luce di quanto sta accadendo in Liguria con la Digos che ha sequestrato le schede o in Campania dove il partito è stato commissariato. In caso di primarie, comunque, vengono dati per certi come sfidanti proprio Marcolini e la Fabbri con l’aggiunta dell’ex sindaco di Senigallia Luana Angeloni.

Alfredo Quarta



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