Regolamento di conti per il controllo dello spaccio. Volano botte e sprangate

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche, 16 marzo 2015 - BASTONI e spranghe ieri pomeriggio al condominio multietnico dell’Hotel House. Una furibonda rissa tra due gruppi di pakistani per il controllo del mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti semina di nuovo il terrore all’interno del palazzone di Porto Recanati. Erano da poco passate le 15 quando nel piazzale del condominio, pieno di bambini e residenti, si sono fronteggiati due gruppi di pakistani. Una trentina di persone in tutto, divise in due schieramenti. L’uno contro l’altro, muniti di bastoni e spranghe.

L’appuntamento era lì, nel piazzale, sotto gli occhi di tutti. Motivo del contendere è sempre la gestione del mercato della droga. Le due fazioni se le sono date di santa ragione sotto gli occhi dei tanti bambini che urlavano e correvano alla disperata ricerca dei genitori. All’House in pochi attimi il terrore ha preso il sopravvento. Nessuno degli spettatori ha osato avvicinarsi per dissuadere qualche componente dei due gruppi.

I pakistani sono molto pericolosi e all’House tutti hanno paura di eventuali ritorsioni. Nel frattempo la rissa è diventata sempre più furibonda tanto che qualcuno ha chiamato la pattuglia dei carabinieri e la Croce Azzurra. Sembra ci sia stato qualche ferito. Ma all’arrivo delle forze dell’ordine di tutti quei pakistani non c’era più traccia. In pochi attimi si sono volatilizzati tra i piani del palazzone. Non si sono trovati nemmeno i feriti. In men che non si dica il piazzale è diventato un luogo «fantasma». I residenti sono sotto choc. «Non è possibile vivere così. Abbiamo paura. E nessuno di noi può dir nulla. Questi sono capaci di venire a casa e ammazzarti – racconta un residente che preferisce mantenere l’anonimato –. Orami questi episodi stanno diventando sempre più frequenti. Ci sono donne e bambini che non vogliono più uscire di casa. Bisogna far qualcosa». Eppure il palazzone sembra ormai essere nelle manidei pakistani.

 



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