Residenze facili dal Comune, chiesto il processo per tre persone

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 15 ottobre 2015 – È rimasto tutto nel massimo riserbo sino all’ultimo nell’inchiesta bis per le residenze facili, ma alla fine il sostituto procuratore di Fermo,  ha chiesto il rinvio a giudizio per un funzionario, per un’impiegata dell’ufficio anagrafe e per un agente della polizia municipale.

I reati contestati sono quelli di falso in atti pubblici e falsità commesse da pubblici impiegati in concorso. Gli inquirenti sostengono che entrambi abbiano certificato falsamente l’atto di accertamento per l’iscrizione anagrafica al Comune di Fermo. A Mecozzi è stata, invece, contestata l’omissione d’atti d’ufficio, in quanto, nonostante avesse appurato la mancanza dei requisiti dei beneficiari delle residenze, non avrebbe emesso il provvedimento di annullamento e non avrebbe segnalato l’illecito all’autorità giudiziaria.

L’indagine era partita da un esposto in cui si denunciavano decine e decine di residenze concesse troppo facilmente dal Comune di Fermo. La Procura della Repubblica aveva aperto un fascicolo e aveva delegato le indagini ai carabinieri. Poco dopo era scattato un blitz negli uffici della polizia municipale e nell’ufficio anagrafe, durante il quale erano stati acquisiti diversi faldoni di documentazione.

Gli investigatori avevano esaminato pagine e pagine di elenchi dei nominativi delle persone beneficiarie delle autorizzazioni, allo scopo di analizzare i requisiti di chi ne aveva fruito. L’obiettivo era quello di stabilire se fossero stati rispettati i criteri per la concessione dei permessi.

L’attenzione si era anche concentrata anche sulle residenze concesse a chi addirittura viveva in altri comuni: perché richiedere la residenza a Fermo? Perché, secondo gli investigatori, iscrizione all’anagrafe di un determinato comune poteva servire a evitare il pagamento di determinate tasse, per pagare meno le polizze assicurative o semplicemente per poter parcheggiare anche nelle aree con divieto di sosta e quindi non in quelle a tariffa. Al termine dell’inchiesta il magistrato inquirente ha chiesto il rinvio a giudizio per i tre pubblici ufficiali del Comune di Fermo. Richiesta per la quale è stata già fissata la data dell’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Fermo.

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