Residenze facili e permessi per parcheggiare: sette avvisi di garanzia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 15 gennaio 2015 - Pioggia di avvisi di garanzia nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Fermo sulle residenze facili e sui permessi concessi per parcheggiare o transitare nelle aree con divieto di sosta e nelle isole pedonali. Nel mirino degli inquirenti sono finite sette persone, tra cui quattro dipendenti comunali. Al momento gli indagati sono stati chiamati a rispondere a vario titolo delle accuse di abuso d’ufficio e falso, ma l’impressione è che si sia aperto un nuovo vaso di Pandora, destinato a lasciare strascichi importanti.

Il procuratore della Repubblica, Domenico Seccia, a distanza di un anno dall’apertura del fascicolo, avrebbe infatti chiesto una proroga d’indagine di sei mesi. L’obiettivo è quello di scavare ancora più a fondo e cercare di capire se si tratti di casi isolati o se ci sia una vero e proprio sistema creato ad hoc per concedere la residenza a persone che, al contrario, vivono tutt’altre città.

Dopo il blitz negli uffici della polizia municipale del maggio scorso e l’acquisizione della documentazione, l’indagine si era concentrata sul palazzo comunale, poiché sembrerebbe che i casi al vaglio degli inquirenti siano diversi. Il sospetto è che dietro alle residenze facili, oltre al semplice favore di cortesia, possano esserci anche interessi economici per evitare il pagamento di determinate tasse, per pagare meno le polizze assicurative o semplicemente per poter parcheggiare anche nelle aree con divieto di sosta e quindi non in quelle a tariffa.

L’inchiesta era partita da due diverse denunce, una di un vigile di Fermo e l’altra di un semplice cittadino. Dopo i primi i accertamenti della polizia giudiziaria dell’Arma dei carabinieri, c’era stata l’acquisizione dei documenti con gli elenchi dei nominativi delle persone beneficiarie delle residenze e delle autorizzazioni, allo scopo di analizzare i requisiti di chi ne fruiva. Gli inquirenti continuano a tenere tutto nel massimo riserbo e non lasciano ancora trapelare alcuna informazione ufficiale sulle indagini. L’unica cosa certa e che i documenti acquisiti sono già finiti sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori e che questa inchiesta è destinata a creare un altro terremoto.



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