Riacceso l’inceneritore Il comitato: “Tutti in piazza”


Sabato una manifestazione e il 17 maggio un incontro pubblico

(FONTE IL RESTO DEL CARLINO) di Chiara Sentimenti

Macerata, l'inceneritore

Macerata, l’inceneritore

Macerata, 1 maggio 2013 – QUEL FUMO uscito ieri dal camino del Cosmari ha messo subito in allarme molti residenti delle frazioni limitrofe, Sforzacosta, Casette Verdini, Colbuccaro. Un via vai di telefonate e messaggi ha caratterizzato l’intera mattinata, perché l’incubo di molti, che l’inceneritore riprendesse il suo funzionamento è diventato realtà. E per sabato mattina, alle 10 proprio davanti al Cosmari, si sta già organizzando una manifestazione di protesta che vedrà in prima linea l’Associazione Nuova Salvambiente. «Quello che dispiace è che le cose vengano fatte di nascosto — commenta il presidente Antonio Gismondi — e i cittadini siano sempre gli ultimi a sapere le cose. Il 7 maggio è in programma la Conferenza dei servizi e pensavamo fosse quella la sede per discutere del futuro dell’inceneritore».

Intanto per spostare il dibattito sotto i riflettori, il consigliere comunale Marco Menchi ha redatto un ordine del giorno che è stato discusso ieri in Consiglio, non senza qualche polemica. LA PROPOSTA che mirava a rassicurare la popolazione relativamente ai controlli e ad affrontare, una volta raggiunta la percentuale di raccolta differenziata prevista, la questione dello spegnimento, è stata fatta propria anche dall’amministrazione che, per bocca dell’assessore all’Ambiente Enzo Valentini, ha espresso tutto il suo rammarico per la decisione presa senza un’adeguata informativa. «Il fatto di non aver avvertito i Comuni limitrofi della riaccensione — spiega — è un comportamento a dir poco da censurare, una telefonata sarebbe stata gradita. Anche perché così avremmo potuto continuare quel lavoro di informazione che stiamo facendo con i cittadini oramai da mesi». La proposta di Menchi, però, è stata giudicata troppo blanda tanto che i consiglieri delle liste civiche di opposizione ne hanno presentata una sostitutiva che, anche dai banchi della maggioranza è stata definita più incalzante, è per questo approvata con 26 voti favorevoli. Nel documento si «invita l’amministrazione a impegnarsi politicamente per la chiusura dell’impianto di incenerimento del Cosmari». Decaduta, di conseguenza (in quanto alternativa a quella di Conti) la proposta avanzata, nel corso del dibattito dal sindaco Carancini e sostenuta anche dal Pdl, quando si è capito che sulla proposta di Menchi sarebbe mancata l’unanimità. «Su questo tema — aveva detto il sindaco — il Consiglio non si può dividere». Chi si è detto contrario a tutte le proposte presentate è stato Ivano Tacconi (Udc) che ha manifestato la «volontà di non illudere i cittadini. Bisogna modificare tecnologicamente l’impianto — ha detto — altrimenti saremo sempre a rincorrere con delle mozioncine». Oltre alla manifestazione di sabato, il 17 maggio alle 21 nella sede dell’Associazione Salvambiente a Casette Verdini, è in programma un incontro pubblico a cui sono stati invitati anche l’assessore provinciale, i capigruppo in Consiglio provinciale e la senatrice del Movimento Cinque Stelle, Serenella Fucsia.

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