Ricatti hard sul web: denunciati tre minorenni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Fermo, 3 settembre 2014 – Lo avevano contattato su Facebook per la compravendita di un telefonino, poi avevano allacciato una torbida amicizia, sfociata in un vero e proprio ricatto. Per questo motivo due ventenni e un minorenne, due di Fermo, uno di Sant’Elpidio a Mare, sono stati denunciati dai carabinieri per estorsione continuata in concorso.

Vittima del ricatto un fermano di 25 anni che, terrorizzato dall’idea che potessero essere diffusi filmati compromettenti, aveva pagato a più riprese circa mille euro ai suoi ricattatori. La vicenda prende il via nell’aprile scorso, quando i tre malintenzionati – due di loro già noti alle forze del ordine per reati giovanili e connessi alla droga – si rivolgono alla vittima per l’acquisto di un cellulare di ultima generazione. Iniziano così ad intrattenere una serie di conversazioni a sfondo erotico sul social network.

Lo strano rapporto virtuale sfocia in diverse contatti audio e video on line con espliciti atteggiamenti sessuali, che vengono registrati dai tre estorsori. La storia va avanti per un po’, fino a quando il vero scopo dei tre ragazzi non viene a galla. La minaccia è chiara: o paghi o diffondiamo e rendiamo pubbliche le tue immagini e le conversazioni in nostro possesso. La vittima, che conduce una vita normale, tranquilla, lontana miglia dall’outing, dal dichiararsi per i suoi gusti sessuali, decide di cedere al ricatto.

Una, due, tre, quattro volte: paga somme di centinaia di euro. Più passano i mesi e più i tre estorsori si fanno insistenti. Fino a quando i carabinieri della stazione di Fermo, impegnati in un’inchiesta parallela, incappano in questa inquietante storia. A quel punto i militari contattano la vittima, gli dicono di stare tranquilla e di collaborare. Le complesse indagini si protraggono fino alla fine di agosto e i responsabili del ricatto vengono individuati insieme alle prove delle conversazioni private della chat, che hanno poi portato alla denuncia a piede libero dei tre giovani



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