Ricatto a luci rosse, ambulante a processo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 10 dicembre 2015 - Lei un’insospettabile impiegata dell’Asur di Fermo che organizzava festini a luci rosse su commissione, lui un commerciante ambulante che ricattava le persone che vi partecipavano, minacciando di diffondere i filmini girati durante i rapporti sessuali.

Una torbida vicenda venuta a galla dopo una lunga indagine della polizia anticrimine di Fermo che è approdata ieri davanti ai giudici del Collegio penale. Sul banco degli imputati è salito Fabio Schiavoni, 50enne. L’uomo, difeso dall’avvocato Carlo Piersantelli, è stato chiamato a rispondere del reato di estorsione. L’impiegata, invece, ha patteggiato una pena di un anno e quattro mesi per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Il processo ha preso il via ieri con l’audizione di due testimoni, che inizialmente facevano parte degli indagati. Uno dei due ha raccontato di come avvenivano gli incontri a luci rosse in una casa del centro di Fermo, dove si prostituivano decine di studentesse, casalinghe, commercianti e imprenditrici, al di sopra di ogni sospetto. Poi ha aggiunto di come fosse stato ricattato da Schiavoni, l’allora compagno di una delle ragazze, che lo aveva minacciato di far avere alla famiglia i filmini girati durante i rapporti sessuali, se non avesse pagato una cospicua somma di denaro.

L’uomo ha ammesso di aver pagato per difendere la pace in famiglia, peggiorando così la situazione già pesante di Schiavoni. Il processo è stato aggiornato a giugno quando saranno sentiti altri testimoni. L’indagine aveva preso il via nel dicembre del 2012 quando una giovane imprenditrice, con problemi economici, si era presentata in commissariato per denunciare di essere stata indotta a prostituirsi da due suoi conoscenti. I due, inizialmente indagati e poi diventati parti offese, avevano presentato la ragazza all’impiegata dell’Asur che gestiva il giro di squillo insospettabili.

La polizia aveva avviato le indagini ricostruendo così un giro prostituzione e festini a luci rosse che si svolgevano in alcune case di cui aveva disponibilità la maitresse. Case dove si potevano incontrare giovani e attraenti donne provenienti dalle province di Fermo e Macerata. Tra i tantissimi clienti persone di ogni ceto sociale, ma soprattutto professionisti, commercianti e imprenditori, che pagavano somme importanti per avere a disposizione una, due e a volte anche tre ragazze contemporaneamente. Schiavoni, l’ex compagno di una di loro, venuto in possesso di alcuni filmini girati durante gli incontri hard, aveva iniziato a ricattare i frequentatori delle case a luci rosse, ma era stato scoperto, denunciato quindi rinviato a giudizio.

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