Ricordato a Montecitorio Enrico Mattei

Roma, 16 ott. – (Adnkronos) – Si e’ svolta oggi a Montecitorio la commemorazione per il cinquantesimo anniversario della morte di Enrico Mattei. Presenti il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il presidente Eni, Giuseppe Recchi e l’amministratore delegato Eni, Paolo Scaroni. Per ricordare la figura del fondatore Eni Neri Marcore’ ha riproposto due momenti significativi della vita di Mattei attraverso la lettura dei suoi discorsi alla Camera e a Gagliano, il giorno prima di quel tragico 27 ottobre 1962. Sono intervenuti alla commemorazione anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il presidente della Fondazione Camera dei deputati, Fausto Bertinotti.

“Eni realizza gran parte dei suoi ricavi all’estero. Quest’anno in Mozambico abbiamo fatto la piu’ importante scoperta di idrocarburi della nostra storia. Tuttavia noi, come Mattei, abbiamo il mondo come orizzonte ma la testa e il cuore in Italia”. Queste le parole dell’amministratore delegato Eni, Paolo Scaroni, durante la commemorazione di Enrico Mattei.

“Mattei -ricorda Scaroni- supero’ la modalita’ colonialistica radicata nei contratti con i Paesi produttori, inserendo una nuova modalita’ di relazione: il rispetto. Noi ci ricordiamo sempre che in tutti i paesi in cui operiamo il petrolio non e’ il nostro ma il loro. Soltanto in questo modo -sostiene l’ad Eni- possiamo evitare presenze invasive o addirittura predatorie”.

Sul presente dell’azienda Scaroni commenta “negli ultimi 4 anni abbiamo investito 8 miliardi di euro e assunto 4.200 persone in Italia. Nei prossimi quattro anni faremo investimenti analoghi. Siamo gia’ impegnati -prosegue l’ad Eni- in due attivita’ di rinconversione particolarmente importanti: a Porto Torres per la chimica verde e a Porto Marghera per la bioraffinazione”. Scaroni si dice soddisfatto anche di come e’ stata gestita la crisi seguita alla primavera araba: “l’Italia ha difeso i suoi interessi strategici”.

”L’Italia, oggi come nel dopoguerra, deve trovare proprio nella crisi le motivazioni per un impegno rinnovato e piu’ forte”. Ad affermarlo e’ il presidente Eni, Giuseppe Recchi, che ricordando la figura di Enrico Mattei, sottolinea che ”fu un riferimento costante per l’intero Paese, di cui ha interpretato la voglia di riscatto. Il nostro Ipad fu la Cinquecento”. Secondo il presidente Eni “oggi, in un contesto molto diverso, resta un compito fondamentale per la classe dirigente: creare le condizioni opportune perche’ le aziende italiane possano crescere e competere sui mercati”.

”Mattei -sottolinea Recchi- punto’ decisamente sui giovani, assegnando loro i compiti piu’ impegnativi. Oggi tutti parlano di giovani ma sono in pochi a scommetterci. Eni, invece, assume circa 900 giovani l’anno. Mattei -continua il presidente Eni- aveva fame di futuro e sapeva che qualsiasi progetto per il futuro deve camminare sulle gambe delle nuove generazioni. Una classe dirigente che non sa pensare al futuro non e’ tale. Anche questa -conclude Recchi- e’ una lezione di Mattei”.

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