Riforma Isee, crollano le domande. La gente rinuncia alle agevolazioni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 20 ottobre 2015 – QUALCUNO PARLA di «falsa partenza», altri sono ben più pessimisti e già bollano la questione come un fallimento su tutta la linea. C’è però un dato: la riforma dell’Isee ha portato al crollo del 60% delle possibilità di accesso ai benefici sociali per le famiglie e le fasce deboli. A denunciarlo è Tiziana Vagnoni, responsabile del Caf dell’Unione Sindacale di Base: «Questo ha peggiorato ulteriormente il livello delle condizioni di vita di molti nuclei familiari e di singoli residenti dell’Ascolano, già in flessione da molto tempo a causa della crisi e della mancanza di lavoro e di risorse». L’Isee (ovvero l’Indicatore della situazione economica) viene calcolato sulla base della dichiarazione sostitutiva unica, cioè dei dati anagrafici, reddituali e patrimoniali delle famiglie: in base al punteggio che viene fuori si può avere o meno accesso a determinati benefici sui servizi. «Il fatto che si debba fare riferimento, per la compilazione del modello Isee del 2013 – dice ancora la Vagnoni – e quindi a redditi che potevano essere anche di poco superiori agli attuali, con ciò spesso escludendo l’accesso ai benefici oggi, con il calcolo al 2015, combinato con le restrizioni e le quantità di informazioni che bisogna fornire per ottenere le agevolazioni per i consumi energetici, la scuola, affitti e altro, sta mettendo in notevole difficoltà le persone che vivono già una situazione di grande disagio economico, non solo i disoccupati o i precari. Siamo in un quadro di emergenza mai visto prima, che sta scoraggiando molti a presentare il modello stesso, e alla fine a incentivare il lavoro sommerso».

TRA L’ALTRO sorge anche un problema di natura economica: diversi Caf hanno deciso di incrementare l’onorario previsto dal vecchio contratto (10-12 euro) di oltre il 50%, almeno in alcuni casi. Questo perché i nuovi modelli richiederebbero maggiore impegno e più tempo a chi li redige, con conseguente aumento dei costi. Di dati a disposizione, tuttavia, ancora non ce ne sono, anche perché gli uffici stanno lavorando per cercare di mettere ordine nel caos delle tante domande presentate, la maggior parte delle quali verranno con ogni probabilità respinte, sulla base dei nuovi parametri di calcolo dell’Isee: il reddito e il patrimonio, appunto.

SECONDO Tiziana Vagnoni, a questo punto, bisognerebbe «modificare subito questa situazione, e intervenire soprattutto a favore delle coppie giovani e degli anziani, che si trovano al limite delle loro possibilità, spesso in uno stato di piena povertà. Ci auguriamo che le forze sociali comprendano l’allarme che l’Usb lancia in questa direzione, sostenendo un cambiamento delle condizioni date per l’accesso ai contributi e alle agevolazioni indispensabili per una fascia sempre più ampia della popolazione ascolana».

 

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