Rifugiati in albergo, necessario il buon senso

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Pesaro, 12 novembre 2014 – L’auspicio è che tutti abbiano adeguato buon senso e che a nessuno serva o faccia gioco scegliere la via della violenza. Non abbiamo bisogno di manifestazioni provocatorie o di giustizieri stile Bologna. Il problema, ovviamente, non sono i 30 richiedenti asilo. Il problema è usare il buon senso prima per evitare i guai dopo. Lo stesso buon senso che è venuto meno nel posizionare i 30 rifiugiati in un albergo a due passi dalla Palla di Pomodoro.

Lanciando l’equivoco messaggio che i rifugiati, che sono venuti da oltre mare rischiando anche la vita, possano essere equiparati a villeggianti. Così non è e così non deve non solo essere, ma nemmeno sembrare. Tanto che, in passato, al di là di sparute polemiche, nessuno ha avuto da ridire sul fatto che venissero sistemati nell’ostello della gioventù o nella casa parrocchiale, negli alberghi in disuso come in qualsiasi altro posto dignitoso. Ma l’hotel del mare esprime una contraddizione troppo evidente, che può solo portare ad un inasprimento delle polemiche e delle posizioni. Anche l’aver trasformato, da parte del governo, la gestione di un’emergenza in una questione di sistemazione semi-alberghiera, con il coinvolgimento di enti, cooperative ed addirittura agenzie di incoming, è un altro errore di strategia e di scarso buon senso.

L’emigrazione scambiata come turismo (non c’è tanta differenza di incasso tra i rifugiati ed i gruppi di turisti scandinavi o della terza età: tenendo conto che a dicembre e gennaio questi vacanzieri non esistono proprio) può portare solo a creare problemi ulteriori. E avendone già tanti da queste parti come nel resto d’Italia forse era il caso di risparmiarceli. Ora evitiamo di chiudere il cerchio trasformando tutto in evento di ordine pubblico. Non serve e non dà consensi.



 

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