Rinasce la dialisi, taglio del nastro dopo il restyling

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Tolentino, 24 ottobre 2015 – La storia del reparto dalla nascita, nel 1973, grazie al dottor Fernando Castelli, a ieri, rinato a piano terra, con locali ampi e climatizzati per un investimento di un milione di euro. Grande festa, alla presenza di autorità civili, militari e religiose, non senza una tiratina d’orecchi ai vertici Asur e alla Regione affinché la struttura non subisca tagli e il punto di primo intervento, al centro del Consiglio aperto di giovedì prossimo, non sia chiuso. «La dialisi è un fiore all’occhiello del nostro ospedale, motivo di vanto per la città – esordisce il sindaco Giuseppe Pezzanesi – ma non dimentichiamo che non possiamo sopportare altri smembramenti. C’è lo spazio necessario per ospitare persino altri servizi». A stemperare i toni il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni. «Il sindaco mi ricorda mia madre – dice – che mi bacchettava soprattutto nei giorni di festa».

Poi l’attenzione passa al nuovo reparto. Maccioni ringrazia gli angeli della corsia, gli operatori, «che ogni giorno ci mettono la faccia – spiega – prendendo gli insulti che sarebbero destinati a noi». Il direttore dell’unità operativa di nefrologia e dialisi Franco Sopranzi ha ripercorso la storia del reparto, citando pilastri come la dottoressa Paola Vitali ed elencando le prestazioni che il servizio offre ai pazienti di tutta la zona interna dell’Area Vasta 3 e non solo (si effettuano 400 trattamenti annui a chi arriva da fuori regione). Ha poi ricordato la catena di solidarietà lanciata dalla paziente Mariagrazia Feliaziani e dall’Asd di basket Fochi, che ha coinvolto privati, comitati di quartiere e tante aziende locali per l’acquisto di 16 televisori – quanti sono i posti letto – per allietare le lunghe ore di terapia. La presidente dell’Aned Marche (Associazione nazionale emodializzati e trapiantati) Marianna Lolli ha raccontato invece la tortuosa battaglia fatta a Tolentino in dieci anni per ristrutturare la dialisi. «È bello sentirsi come in famiglia quando si è un frequentatore abituale nell’ospedale della propria città – spiega –. Se la dialisi è decentrata, sul territorio come in questo caso, si evitano i tragici viaggi della salute».

Ora il centro non è più al quarto piano, i costi (anche umani) sono minori, l’ambulanza arriva e lascia i pazienti. C’erano anche l’ex direttore dell’Area Vasta Pierluigi Gigliucci, il presidente della Provincia Antonio Pettinari, la vicepresidente del Consiglio regionale Marzia Malaigia, l’ex presidente della commissione sanità Francesco Comi, il presidente dell’ordine dei medici di Macerata Americo Sbriccoli e monsignor Nazzareno Marconi, che ha concluso rivolgendosi al personale medico: «Vi prendete cura di persone preziose, che vivono e fanno anche del bene grazie a voi».

Lucia Gentili

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