Ripescato il relitto dello Sparviero: è sotto sequestro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 17 giugno 2015 - Recuperato il relitto dello Sparviero, la cozzara affondata il 2 aprile (FOTO) scorso in acque elpidiensi, a 13 metri di profondità e a circa due miglia dalla costa, con un bilancio di 4 marittimi morti. A farsi carico di tutte le spese (possono essere stimate in alcune decine di migliaia di euro) è stato l’armatore del motopesca, il pugliese Fernando Coccia, diffidato a suo tempo dall’autorità marittima a riportare a terra lo scafo per scongiurare il rischio di futuri sversamenti di carburante e mettere prima possibile a disposizione degli inquirenti l’imbarcazione, posta immediatamente sotto sequestro. Ieri s’è mobilitata una task force, per eseguire l’operazione a regola d’arte.

Coinvolti il motopontone chioggiotto «Fortunato», il personale della ditta «Mari Ter» di Ortona specializzata nei servizi marittimi e subacquei, il noto sommozzatore sangiorgese Basilio Ciaffardoni (è stato lui a coordinare le varie fasi del lavoro), il Nucleo Sub della Guardia costiera di San Benedetto e i marinai della motovedetta e del gommone della Capitaneria di Porto San Giorgio, agli ordini del tenente di vascello Strusi con cui ha avuto frequenti contatti il comandante di Civitanova, Grottoli.

S’è lavorato dalle 7 di mattina alle 18 inoltrate quando lo Sparviero, agganciato «a pacchetto» a un fianco del motopontone e così rimorchiato, è arrivato a Porto San Giorgio dove un’altra unità navale l’ha preso in consegna per l’ultimo tratto di navigazione prima del suo attracco in porto e del successivo alaggio presso il cantiere navale «Centronautico Mare» dove, una volta esauriti gli accertamenti della Procura di Fermo, tornerà a disposizione dell’armatore per le riparazioni (da sostituire motore e impianto elettrico) propedeutiche al suo ritorno in mare. Tutto è filato liscio, senza rischi per gli uomini e per l’habitat marino (dispiegate cautelativamente le barriere assorbenti di contenimento). Lo Sparviero non s’era spostato di un centimetro dal punto in cui s’inabissò la mattina di Giovedì Santo: imbracato già a mezzogiorno, è stato poi sollevato, sottoposto alle prove di rigalleggiamento e, come si diceva, trasportato a terra dopo 7 miglia di navigazione.



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