Riqualificazione del Ballarin: ecco i sette progetti per il futuro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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San Benedetto, 15 febbraio 2016 – Auditorium pieno e sette proposte progettuali per far rivivere il mitico stadio Ballarin. Proposte che ora saranno votate (voto popolare) e quella che verrà scelta sarà posta all’attenzione dei candidati sindaci alle prossime elezioni. Questo il risultato dell’assemblea pubblica indetta dai diversi comitati nati a salvaguardia del vecchio impianto sportivo dove la Samb ha costruito la sua storia ma pure dove hanno perso la vita Maria Teresa Napoleoni e Carla Bisirri nel rogo del 1981.L’assemblea si è aperta proprio su quella immagini ancora vive nella memoria della città. La proposta più applaudita è stata quella presentata dal neonato comitato Fondazione Ballarin che vede come presidente Bruno Gabrielli e quale vice Remo Croci e che al suo interno annovera anche i tifosi della Samb e l’associazione Noi Samb. Anche perché è quello che più lascia intatta proprio la memoria del Ballarin perché, come ha detto, Cesare Salvadori, presidente della Fondazione Filadelfia che ha riportato in vita il vecchio stadio granata e chiamato a portare la sua testimonianza a San Benedetto «Non si demoliscono i ricordi». L’Età del verde è il nome del progetto del comitato Fondazione Ballarin, redatto dagli architetti Chiara Camaioni e Dario Pellegrini: prevede la riqualificazione del campo con annesso centro sportivo, il museo della Samb e la sistemazione della Sud in memoria di Maria Teresa Napoleoni e Carla Bisirri. Altra proposta è stata quella del comitato nato a salvaguardia del Ballarin e presieduto da Brancaccio che già tempo fa aveva presentato un’Onda per il Ballarin. Redatto dall’architetto Mirco Assenti e l’ingegner Andrea Marinangeli prevede la gradinata ovest ad onde e sotto il museo dello sport cittadino. Una casa per la Samb è il progetto dell’ingegnere informatico Primo Angellotti e che prevede la riqualificazione del campo e della sud con l’abbattimento del resto ed una recinzione leggera per lasciare il campo visibile all’esterno. Quello più avveneristico è ‘Parco scientifico interattivo acquarium del piceno’ dell’artigiano Francesco Milanaccio sviluppato su due piani, il cui filo conduttore è l’acqua con tanto di acquario etico. Rivede totalmente l’area. Inside the groove degli architetti Enrico Narcisi ed Elena Di Sciascia prevede un museo dello sport sambenedettese e rivede l’intera area con rilancio anche dell’eco-sistema portuale. Comprende un teatro all’aperto ed uffici. Ballarin, spirito libero del pittore Carlo Gentili è una maiolica: conserva l’intero rettangolo o area verde con mura nuove dipinte proprio come una maiolica. Matteo Carosi e Lucia Barchetta hanno, invece, illustarto la loro tesi di laurea ‘Il Ballarin fra cultura e natura’: il progetto rivede l’intera viabilità, prevede uno spazio intrattenimento all’aperto, mantiene la curva Nord per i concerti e non la Sud che interrompe la visuale. C’è pure il museo. In prima fila lo storico presidente della Samb Ferruccio Zoboletti con tanti ex rossoblù che il ‘Ballarin’ lo hanno calcato, dal capitano dei capitani Paolo Beni a Maurizio Simonato, Bruno Ranieri, Giovanni Romani, Francesco Chimenti. Con loro l’attuale presidente della Samb Franco Fedeli, il figlio Andrea ed il dirigente rossoblù Daniele Diomede. Parlare di Ballarin equivale non solo ad evocare la storia della Samb ma proprio quella della città che dalla sua squadra di calcio ha preso visibilità. Non può che ricordarlo proprio Ferruccio Zoboletti. «Lo stadio – ha detto – non può restare così. Quando vado fuori la gente mostra di conoscere la Riviera proprio per la Samb che li ha disputato tanti campionati di serie D. La mia esperienza nella Samb si è divisa fra il Ballarin e il Riviera. Qualcosa si deve fare. Non si può arrivare da Grottammare e trovarsi questo scenario». A nome di tutti gli ex rossoblù ha parlato Beni: «Lì c’è ancora il nostro cuore». Il presidente Fedeli non si è sbilanciato ma neppure si è tirato indietro: «Non conoscevo il Ballarin. Me lo hanno fatto vedere. So che mio figlio ci sta lavorando. La Samb ha bisogno di strutture. Ci tocca chiedere ai Comuni vicini. Questa storia deve finire. Noi faremo quello che è nelle nostre possibilità. Non mi piace promettere». Tra il pubblico anche qualche candidato alle prossime elezioni: c’erano Pasqualino Piunti per Forza Italia, Giorgio De Vecchis per Orgoglio Sambenedettese, Antimo Di Francesco per il Pd, Giuseppe Formentini della civica 63074, Giorgio Fede del Movimento 5 Stelle. C’era pure l’Amministrazione con il solo assessore al bilancio Roberto Bovara. Non sono mancati all’appuntamento neppure il presidente del quartiere Marina Centro Pierfrancesco Troli e il presidente di Confesercenti turismo Sandro Assenti. Proprio quest’ultimo ha fatto delle osservazioni. «Credo serva fissare – ha detto – dei capisaldi quali salvaguardare la memoria storica, forse non lasciando un’intera curva (A Bologna per la bomba hanno salvato un muro), scegliere una specificità urbanistica (creare un grande pone space, oggi inesistente a San Benedetto per teatro all’aperto, cinema sotto le stelle, eventi turistici, sportivi e culturali. I soldi dei contribuenti dovranno servire a rendere funzionale quest’area non solo arredarla o peggio ancora abbatterla. Ci sono delle problematiche imprescindibili, su tutti il reperimento di fondi».

Sabrina Vinciguerra

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