Risonanza magnetica a marzo 2016, “Potrei già essere sulla sedia a rotelle”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Macerata, 3 ottobre 2014 – Un anno e cinque mesi. Ovvero cinquecento lunghissimi giorni. Un tempo che sarebbe quasi sufficiente, in un mondo normale, per mettere in piedi un ospedale da zero, mentre da noi — dove la sanità, dicono, funziona bene — serve per aspettare una risonanza magnetica. Sembra incredibile, ma è così. Se n’è accorta, e lo ha raccontato con rabbia su Facebook, una pensionata maceratese di 65 anni.

«Ho tre ernie al disco e un’ernia cervicale — racconta poi al telefono — e così il medico mi ha fatto un’impegnativa per la risonanza magnetica lombo-sacrale e rachide-cervicale. Ho telefonato alla segreteria di radiologia all’ospedale di Macerata per prenotare l’esame e mi hanno detto che la prima data disponibile è il 14 marzo del 2016 alle 7.30. Ho chiesto se fosse possibile ottenere l’urgenza, ma mi hanno detto di no. Il problema è che sento dolori fortissimi, ho la schiena a pezzi e faccio fatica a camminare. Per quando arriverà marzo del 2016, rischio di essere sulla sedia a rotelle». Al centralino di radiologia, che abbiamo contattato, arriva la conferma: risonanza magnetica alla schiena nel 2016, meglio provare a Fermo o Civitanova per essere più fortunati. Ma comunque senza aspettarsi di essere chiamati prima del 2015.

E l’addetta alle prenotazioni ammette: «Sì, probabilmente è un primato». Ovviamente c’è l’opzione della visita a pagamento, e qui il discorso magicamente cambia: la risonanza magnetica senza contrasto si può fare entro ottobre (questo, non fra qualche anno): 120 euro e la lista d’attesa è solo un brutto ricordo. «Per l’esame che dovrei fare io — spiega ancora la 65enne maceratese — ci vorrebbero invece 300 euro. E io, con la mia pensione, sinceramente non me lo posso permettere. O rinuncio alla visite specialistiche o aspetto il 2016». 

Tutto questo capita in una provincia e in una regione che vantano e dichiarano livelli assistenziali di prim’ordine. Il governatore Spacca lo ripete più o meno ogni giorno: «In 10 anni di governo — ha detto anche recentemente — il sistema sanitario regionale da ultimo è diventato un modello in Italia grazie al mix servizi di qualità e conti in ordine». Sì, ma in dieci anni, con la media dell’ospedale di Macerata, un paziente riuscirebbe a fare solo quattro o cinque risonanze magnetiche. Alla faccia della sanità-modello marchigiana. 



 

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