Ristoratrice condannata per i rumori, dovrà pagare 2.500 euro al vicino

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 23 dicembre 2015 – Una querelle che va avanti da tempo tra la proprietaria di un ristorante-pub del centro storico e un residente che abita proprio sopra al locale. L’ argomento, quello delle discussioni tra gli abitanti del centro e i proprietari degli esercizi, è sempre molto caldo in città, con i primi che lamentano l’impossibilità di riposare tranquillamente durante le ore notturne e i secondi che reclamano il diritto di offrire ai propri clienti anche un po’ di musica e di intrattenimento.

Stavolta la disputa è però finita in tribunale. Il residente ha denunciato la titolare del ristorante “Quanto basta”, in via 19 Settembre, frequentato da giovani ma anche da molte famiglie, che ieri è stata condannata dal tribunale di Ascoli a tre mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di 2500 euro di provvisionale da versare all’inquilino. «Il giudice – spiega l’avvocato Francesco Ciccolini, che difende la ristoratrice assieme all’avvocato Nazario Agostini – ha rimandato in procura per un approfondimento gli atti delle dichiarazioni rese dai testimoni della parte offesa; un fatto insolito, che di norma viene fatto quando emergono delle contraddizioni su quanto riferito dalle persone chiamate a testimoniare, in questo caso gli abitanti della stessa via. Questo ci dà ancora più convinzione per vincere il ricorso che presenteremo in appello».

L’accusa mossa dalla procura ascolana era di aver disturbato il riposo delle persone. In una circostanza sono anche intervenuti i vigili urbani, che hanno fatto una contravvenzione alla titolare per non aver rispettato un’ordinanza del Comune che vietava l’uso di apparecchiature per la diffusione della musica durante l’orario notturno.

«Gli stessi vigili – continua Ciccolini – sono stati ascoltati durante il processo e hanno affermato di non aver verificato in quell’occasione la presenza di strumenti musicali all’interno del locale. Quella sera c’erano due feste di compleanno, una quarantina di persone che cantavano, ma nessuno strumento musicale. Nella via nessun altro residente si lamenta per i rumori, come ha anche riferito l’allora assessore Travanti in consiglio comunale rispondendo ad un’interrogazione sull’argomento. Il locale inoltre è stato anche insonorizzato».

Dall’altra parte, il legale che difende il residente esulta per il verdetto del tribunale. «Siamo soddisfatti per l’esito del processo perché è arrivata la sentenza che ci aspettavamo – afferma l’avvocato Alberto Luzi –. C’è anche un altro procedimento simile pendente in appello. Il problema va avanti da tempo e non è stato risolto. Il mio assistito non può riposare tranquillamente perché ha la camera da letto proprio sopra all’ingresso del locale».

 

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