Ristrutturato dopo il terremoto del 1997, il santuario è di nuovo inagibile

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Camerino (Macerata), 27 agosto 2016 – I danni maggiori, forse superiori a quelli ricevuti dal sisma del 1997, li ha registrati il santuario di Santa Maria in Via, tanto caro ai camerinesi, perché legato alla tradizione delle crociate e perché oggetto di una profonda fede. Il tempio è inaccessibile; c’è il pericolo di crolli dai cornicioni e dalla volta. Transenne sono state erette dinanzi alla facciata e sui lati; vietata la sosta in via San Giacomo. Le scosse hanno fatto cadere calcinacci all’esterno a seguito del contrasto tra le parti dell’edificio sotto il sovrapporsi delle vibrazioni sismiche.

All’interno fenditure si sono aperte sui cornicioni della parte centrale e sugli otto spicchi della cupola, affrescati dopo il terremoto del 1799 da «Lo Spazza». Pezzi delle pitture si sono frantumati sul pavimento. Nessun danno all’abside dove si trova l’antica immagine e alla sacrestia in cui sono conservati preziosi dipinti. Conseguenze non hanno ricevuto né il campanile, né la casa parrocchiale, né la facciata. La chiesa del 1654, a forma ellittica, è rimasta come schiacciata tra le strutture anteriori e posteriori.

«Ce la faremo a riaprirla fra qualche anno?», si interroga il coparroco don Giancarlo Pesciotti, ricordando i sette anni di lavori e le gigantesche impalcature del post sisma 1997. Il parroco, don Mariano Blanchi, sta affrontando l’immediatezza. Nonostante le scosse è restato nella parrocchia e sta pensando a come risolvere le celebrazioni di Natale, che solitamente registrano un grande afflusso di fedeli. La notizia dei danni al santuario ha già fatto il giro del mondo. Tanta solidarietà, in particolare dall’Argentina.

Anche il belvedere, sulla sommità della rocca borgesca che sarà intitolato alla compianta giornalista Rai, Maria Grazia Capulli, è stato «segnato» dal terremoto. Le arcate dalle quali è possibile ammirare i Monti Azzurri e la vallata del Chienti, sono state danneggiate seriamente a circa un metro e mezzo di altezza. Sui pilastri, all’altezza delle balaustre, si sono aperte profonde fenditure che lasciano temere per il crollo della costruzione. Il Comune ha disposto la transennatura dell’area antistante. La cerimonia è fissata per il 10 settembre con l’intervento di Renzo Arbore. Intanto la Curia dell’arcidiocesi di Camerino e San Severino ha comunicato che «per ordine dell’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, tutte le chiese dovranno rimanere chiuse al culto finché non verranno effettuati tutti gli opportuni controlli a livello di agibilità da parte dei comuni e delle autorità preposte».

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