Rombo di motori per l’addio a Lorenzo. «Ora guardaci dal podio, in Cielo»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 30 giugno 2015 – «Da grande, avresti voluto vincere un gran premio, per poter salire sul gradino più alto del podio. Ora noi qui viviamo nella speranza di sapere che tu ci guardi, dal podio alto di lassù». L’ultimo saluto a Lorenzo Simonetti, il ragazzo maceratese di 24 anni che ha perso la vita in un frontale in sella alla sua moto, l’ha voluto fare così don Umberto Tanoni, suo insegnante di religione alla superiori, con una lettera letta davanti a tutti al funerale di stamattina nella chiesa di Santa Madre di Dio.

«Addio Lorenzo. Una parola scomposta dal dolore ma ricomposta dalla speranza. A-Dio». In chiesa ci sono almeno quattro generazioni, tutta la città si stringe intorno al dolore dei genitori, dei nonni, del fratello Filippo e della sorellina. Gli amici appoggiano, tra una lettura e l’altra, la maglia della Juve con il numero 22 e la scritta, «Lollo». Una pausa di silenzio dopo l’omelia, ognuno per sé, un momento di riflessione personale, «perché il Signore ci parla anche attraverso un funerale – dice don Pier Giorgio Copparo – ci invita a essere innamorati della vita». Poi, il pianto dei familiari e degli amici si scioglie con il canto finale, «Portami in cielo, perché morire è certamente migliore, stare con Te, stare con Te». Fuori, gli amici alla guida delle jeep, tutte in fila nel parcheggio, fanno rombare i motori, a lungo, in onore di Lorenzo. «Ci mancherai un sacco. Ti vogliamo bene», è l’eco della voce dei compagni di classe, mentre il carro funebre si allontana.

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