Rossi sale sulla gru: “Sciopero della fame fino all’inizio dei lavori”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Cartoceto (Pesaro e Urbino), 16 ottobre 2014 – E’ salito sulla gru, ha cominciato lo sciopero della fame e della sete, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica, al Capo del Governo e a quello della Protezione Civile. È una protesta in grande stile quella di Enrico Rossi, sindaco di Cartoceto.

Il primo cittadino ce l’ha con la burocrazia, che a suo parere blocca i lavori per la ricostruzione della cinta muraria del suo Comune. “Desidero informarVi della manifestazione pubblica di protesta che ho deciso di organizzare, a partire dalla giornata di oggi, in collaborazione con il gruppo comunale di Protezione Civile e con il comitato cittadino ‘L’urlo di Cartoceto’, con la quale avvierò uno sciopero personale della sete e della fame fino a quando gli organi proposti non vorranno fornire al Comune che rappresento indicazioni univocamente determinate per poter iniziare i lavori di ricostruzione e consolidamento della cinta muraria di Cartoceto”, scrive nella missiva.

“Non sono solito a sceneggiate e pagliacciate, – aggiunge – perché sono un uomo delle Istituzioni che ama le istituzioni e le rispetta, ma i sindaci non possono essere lasciati soli di fronte ai mille labirinti della burocrazia”.

“Pe questo – spiega il sindaco – chiedo che il presidente del Tar Marche si impegni pubblicamente a decretare la sentenza definitiva di primo grado in ordine al ricorso esistente relativo alla prima gara di appalto per la ricostruzione delle mura”.

“Chiedo altresì – conclude Rossi – che le risorse impegnate dalle Amministrazioni locali connesse ad opere per le quali è stato riconosciuto lo stato di emergenze, siano escluse dal patto di stabilità, e, infine, che a Cartoceto siano assegnati i fondi dell’otto per mille richiesti per il consolidamento dell’intera cinta muraria. Certo che potrò contare sul Vostro senso di responsabilità istituzionale e di attaccamento al patrimonio pubblico, porgo distinti saluti



 

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