Rubate le api dei ricercatori. «Danno gravissimo per la scienza»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Matelica, 21 marzo 2016 – È un furto che potrebbe risultare anche un gravissimo danno alla ricerca scientifica e al futuro dell’apicoltura, quello scoperto e denunciato giovedì scorso dal presidente della Cooperativa Apicoltori Montani, il matelicese Pierluigi Pierantoni. Il blitz, avvenuto nell’azienda dello stesso Pierantoni, in località Salomone, una collina panoramica, posta a metà strada tra Matelica e Cerreto d’Esi, riguarda sei arnie molto particolari, perché ospitavano un ceppo di api immune all’acaro «Varroa» che sta sterminando intere famiglie di api in Italia e non solo.

Questo ceppo, che viveva a livello selvatico e casualmente è stato scoperto nei pressi della gola di Jana, ai piedi del monte San Vicino, era da tempo in fase di studio e selezione genetica. Lo stesso Pierantoni ha spiegato che «le api in questione erano oggetto di ricerche da parte delle Università di Perugia e Pisa, dell’Izs Lazio e Toscana e dell’Istituto Nazionale di Apicoltura, con un progetto denominato «Caratterizzazione, selezione e tutela ceppo apistico Santa Maria di Rotis». Un progetto finanziato da anni dalle Regioni Marche e Lazio e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Il furto quindi – ha continuato l’apicoltore matelicese – crea un grande danno genetico e sociale». Per aiutare le ricerche, Pierantoni ha anche fornito indicazioni dettagliate su come erano fatte le arnie, sui marchi che contenevano e sulle tracce lasciate dalle gomme del mezzo usato per raggiungere il campo in cui si trovavano le preziose arnie. Nel suo appello a chiunque possa dare una mano alle indagini, Pierantoni ha ricordato che «il danno è veramente grave, perché gli alveari sono oggetto di studi di genetica molto importanti per un progetto che ha una valenza scientifica e sociale, non certo commerciale e dunque chiunque notasse o avesse notato nella settimana spostamenti o presenza di arnie dove prima non c’erano, è vivamente pregato di segnalarlo, direttamente al sottoscritto o alle autorità». Nel frattempo la denuncia fatta ai carabinieri è stata segnalata alle compagnie e stazioni di tutto il comprensorio montano tra Macerata e Ancona.

Matteo Parrini

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