Rubati i gioielli della Madonna nella chiesa di San Nicolò

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Monte Giberto, 5 gennaio 2015 – Si sono introdotti nella cappellina, hanno sfondato il vetro del contenitore dell’effige della Madonna e hanno trafugato gioielli dal valore storico e monetario inestimabile. Il colpo è stato nesso a segno alcuni giorni fa nella chiesa di San Nicolò, ma la scomparsa dei preziosi è stata scoperta soltanto ieri sera dalla persona che aveva restaurato di recente la struttura del baldacchino del dipinto.

Ma andiamo per ordine. È il pomeriggio del 28 dicembre e a Monte Giberto fervono i preparativi per un concerto di musica sacra che dovrà tenersi in serata proprio nella chiesa. C’è via vai e le porte dell’edificio sono aperte. Al suo rientro, il parroco don Nazzareno nota delle copiose macchie di sangue sul pavimento e lancia l’allarme: il baldacchino dell’effige della Madonna è stato violato. Il contenitore si trova in una cappellina adiacente alla navata e qualcuno ha sfondato il vetro ferendosi.

Si pensa subito ad un atto vandalico ad uno sfregio. Don Nazzareno fa pulire il pavimento e conserva gli stracci con il sangue per consegnarli ai carabinieri di Petritoli intervenuti sul posto. Poi il parroco fa il giro della chiesa per un inventario: non manca niente. L’attenzione si sofferma su candelabri, calici e immagini sacre, pensando all’atto vandalico o magari di qualche satanista. Ma è tutto a posto. D’accordo con i militari dell’Arma, don Nazzareno decide di non sporgere denuncia, anche se c’è un testimone del posto che ha notato una donna e una ragazzina aggirarsi, con fare sospetto, nei pressi della chiesa, come se stessero facendo da palo all’autore materiale di un furto. «Mi sono imbattuta in queste due persone davanti al portone dell’edificio – racconta una donna -. Mi hanno chiesto se avessi visto don Nazzareno, quasi a voler ritardare il mio ingresso nella chiesa. Non era gente del paese».

Passano alcuni giorni, però, prima che qualcuno si accorga del furto degli orecchini e della collana: è il restauratore del tabernacolo. L’uomo ha delle foto dell’effige, nota l’assenza dei preziosi e allerta subito il parroco. Mancano una collana e due pendenti in oro incastonati di diamanti. Si tratta di gioielli donati i primi del ‘900 alla vicina chiesa di San Giovanni e poi trasferiti a San Nicolo: il loro valore storico, religioso e monetario è enorme, ma non è stato mai stimato e dunque è incalcolabile. Ora il furto c’è e la palla passa agli investigatori.

Fabio Castori



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