Sagramola: pasti a uno-due euro per i disagiati

Giancarlo Sagramola, sindaco di Fabriano

          Giancarlo Sagramola, sindaco di Fabriano

Fabriano (Ancona), 14 gennaio 2013 – Avanzi e scarti dei refettori di scuole cittadine, ospedale ‘Profili’ e probabilmente diverse aziende private serviranno per dare vita alla mensa dei poveri dal costo simbolico (probabilmente un euro, massimo due) per consumare il pasto quotidiano ed evitare così di bussare insistentemente alla porta del Comune per ricevere gli aiuti discrezionali in denaro ormai cancellati dalla nuova Giunta civica.

E’ l’iniziativa attorno alla quale stanno lavorando il sindaco Giancarlo Sagramola e l’assessore ai servizi sociali Giorgio Saitta che già prima dell’estate potrebbe divenire a tutti gli effetti operativa. “L’obiettivo – spiega il sindaco – è di erogare una sorta di pasto leggermente differito rispetto agli orari abituali. Il tempo, cioè, di recuperare tutto quel cibo avanzato dalle varie mense e dare modo agli operatori della nuova ‘mensa sociale’ di rielaborarlo e impiattarlo. I cibi, già cucinati, proverranno dai refettori scolastici come pure dalle strutture sanitarie, in particolare il locale ospedale Profili. Credo e spero che collaborino anche le mense delle diverse imprese locali che effettuano refezione per i propri dipendenti, in modo da evitare sprechi e donare un pasto tanto atteso da quei poveri che ne hanno realmente bisogno”.

I tempi di realizzazione del progetto, peraltro, non dovrebbero essere particolarmente lunghi.“Più che altro – aggiunge Sagramola – sarà importante evitare di finire intrecciati dentro le pastoie burocratiche per ricevere tutte le autorizzazioni del caso. Ottenute quelle il più sarà fatto, anche perché i costi di gestione sarebbero assai ridotti stante anche la disponibilità già ottenuta da parte di un’associazione onlus dedita al volontariato a guidare la struttura senza compensi per gli operatori. Il luogo? Qualche idea ce l’abbiamo, ma va valutata. In particolare stiamo pensando ad alcuni ex ristoranti non più attivi. Proprio un locale del genere, ovvero già attrezzato per la refezione, sarebbe l’ideale per questo tipo di servizio”.

Alessandro Di Marco

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