Saldi al via, caccia all’affare: ma le previsioni sono negative

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 3 gennaio 2015 – Primo giorno di saldi invernali di fine stagione, oggi, ad Ascoli così come in tutta la regione e in gran parte d’Italia. Solo la Campania e la Basilicata, infatti, hanno dato il via ieri alle svendite. Secondo una stima della Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media 336 euro per abbigliamento, calzature ed accessori, e un italiano su due approfitterà degli sconti di inizio anno. E’ in calo, però, del 7,3% rispetto al 2014 la propensione dei consumatori ad acquistare in saldo, con una flessione che raggiunge quasi il 20%, negli ultimi 5 anni. Gli sconti medi – stima ‘Federazione Moda Italia’ – saranno almeno del 40%. La spesa complessiva dedicata agli sconti invernali si assesterà così intorno ai 5,3 miliardi di euro. Insomma, sebbene con cautela anche quest’anno l’attenzione per i saldi da parte dei consumatori non mancherà. Almeno così sperano i commercianti ascolani dopo un Natale che non li ha di certo fatti gioire. Pochi, infatti, fatta eccezione di quelli per i bambini, sono stati nel 2014 i doni finiti sotto l’albero. Ma ecco degli utili consigli, diramati dalle associazioni di categoria, rivolti a tutti i consumatori per evitare di incorrere in frodi.

Innanzitutto, non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, si ha diritto alla restituzione dei soldi. Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. E ancora, la merce in saldo deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Le associazioni di categoria consigliano infatti di stare alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli.

E poi, è meglio non acquistare nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato, mentre per la prova dei capi la stessa è rimessa alla discrezionalità del negoziante. Infine, nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. I commercianti hanno comunque l’obbligo, dal giugno 2014, di accettare, per cifre superiori a 30 euro, il pagamento con carte di credito o bancomat, tramite Pos.



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