Saltano i sequestri, la Procura deve restituire un milione agli evasori

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 23 ottobre 2015 – Oltre un milione di euro, che era stato sequestrato agli evasori fiscali, dovrà essere restituito agli indagati. È l’effetto della nuova normativa sui reati finanziari, «che riduce – spiega il procuratore capo Giovanni Giorgio – il campo d’azione della Procura». Per l’omesso versamento delle ritenute tributarie, l’omesso versamento dell’Iva e l’omessa dichiarazione dei redditi, si può parlare di reati solo al di sopra di una certa somma; tutto quello che rimane al di sotto di questa soglia ha rilievo solo dal punto di vista amministrativo, e su questo hanno competenza gli uffici delle imposte. «Dato che il nostro ufficio era stato molto solerte con le misure dei sequestri per equivalente delle somme evase – ha aggiunto il procuratore – anche grazie a uno specifico protocollo di indagine che avevamo predisposto con la Guardia di finanza e l’Agenzia delle entrate, erano stati fatti numerosi sequestri. Ora si provvederà alla restituzione delle somme, per non meno di un milione di euro, anche perché non c’è alcuna norma transitoria che preveda un sequestro amministrativo di queste somme». In pratica, in alcuni casi la Procura dovrà procedere all’archiviazione dell’accusa di evasione fiscale, di conseguenza sono in arrivo una serie di decreti per il dissequestro delle somme ai presunti evasori. Si tratta di piccoli imprenditori, artigiani, soggetti sulla cui situazione tributaria avevano mosso dei rilievi Guardia di finanza e Agenzia delle entrate. Adesso, tra le altre cose, la modifica prevede che in caso di dichiarazione fraudolenta gli elementi attivi sottratti all’imposizione siano un milione e mezzo di euro, e non più soltanto un milione.

In caso di dichiarazione infedele, la soglia di punibilità sale da 50mila a 150mila euro, e passa da due a tre milioni di euro il valore degli elementi attivi sottratti all’imposizione. Non sono più punibili le dichiarazioni diverse per il 10% da quelle corrette. Per l’omessa dichiarazione dei redditi o ai fini dell’Iva scatta il reato solamente dai 50mila euro in su, mentre prima il limite era posto a 30mila euro; la sanzione però è aggravata, la reclusione passa da un anno e mezzo a quattro anni. L’omessa dichiarazione di sostituto d’imposta è punita con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni, quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore a 50mila euro. L’omesso versamento di Iva è punito quando supera i 150mila euro.

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