San Benedetto: lavori di messa a norma dello stadio, budget sforato

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San Benedetto, 29 ottobre 2015 – La convenzione per la gestione dell’impianto fotovoltaico del Riviera delle Palme, siglata fra Comune e Decasol potrebbe tornare in consiglio comunale. Parliamo della ormai ‘nota’ convenzione, siglata lo scorso febbraio, e che prevedeva la concessione dell’impianto alla Decasol in cambio dell’ultimazione da parte di quest’ultima dei lavori di messa a norma dell’impianto sportivo per un ammontare di 100mila euro. I lavori si sarebbero dovuti concludere entro il maggio scorso ma non lo sono ancora. Ed in aggiunta la Decasol si impegnava come ha fatto con alcune aziende che vantavano crediti per i lavori svolti sul Riviera a transare il debito. Insomma parliamo della convenzione che Skidata srl e Lacil, Saf snc hanno impugnato davanti al Tar che ha discusso nel merito la questione lo scorso 22 ottobre ma non ha ancora emesso una sentenza che potrebbe arrivare a giorni o addirittura fra qualche settimana. La questione è infatti più complessa di quanto sembri perché non trova precedenti in giurisprudenza ed ha attratto particolarmente la curiosità dei giudici del Tribunale Amministrativo Regionale chiamato ad esprimersi. Nel frattempo, però, non si comprende come mai l’ultimazione della messa a norma del Riviera che la Decasol avrebbe dovuto consegnare entro il maggio scorso non sia ancora stata portata a termine. Pare, infatti, che delle difficoltà vi siano e siano di tipo economico-amministrativo. Cosa significa? All’ultimazione dei lavori di messa a norma, in verità, mancherebbero piccoli dettagli del tipo la recinzione della rampa per i disabili o la sistemazione della seconda sala pronto soccorso prevista dalla legge. Nello stilare, però, la relazione definitiva dei lavori da consegnare al Comune prima dell’effettuazione dei collaudi e delle verifiche della Commissione Vigilanza pubblici spettacoli, la Decasol ha riscontrato una spesa superiore ai 100mila euro previsti in Convenzione. Parliamo di una cifra minima: 10 o 15mila euro in più. Speso che sono venute fuori nel corso dei lavori e che possono essere ricondotte, per intendersi, a piccole sistemazioni non previste nel progetto ma richieste dalla legge come, tanto per fare un esempio, un determinato manicotto antipanico o una pavimentazione diversa della sala di pronto soccorso. Piccoli dettagli, insomma. Ma il punto è: a chi spetterà pagare? Alla Decasol o al Comune? L’eventuale variante alla convenzione richiederebbe un passaggio in consiglio comunale. Fra l’altro, lo ricordiamo, atti e progetti in questo momento sono al vaglio della Polizia Tributaria che sulla vicenda stadio sta indagando per conto della Corte dei Conti. Il sindaco Gaspari vorrebbe la vicenda chiusa entro dicembre. Come finirà? Sabrina Vinciguerra

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