San Benedetto: ‘Nuovi Orizzonti’, la storica libreria verso la chiusura

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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San Benedetto, 25 febbraio 2016 – «Nuovi Orizzonti, serrande abbassate, pioggia sulle insegne delle notti andate, devo pensarci su, pensarci su». Si può e forse si deve parafrasare Paolo Conte per dare conto della notizia trapelata nei giorni scorsi su facebook, ad opera dell’ex assessore alla Cultura Paolo Virgili, della chiusura di Nuovi Orizzonti, storica libreria di San Benedetto, e sinonimo del suo gestore Emidio Girolami, per tutti ‘Patata’ (in società fino a pochi mesi fa con Pasquale Piergallini). Un luogo storico, una fabbrica di cultura, quasi un generatore di libri, dischi, idee e tendenze sulla Riviera. Il Tribunale di Ascoli (sentenza del giudice Raffaele Agostini) ha dichiarato il fallimento della Nuovi Orizzonti srl venerdì scorso, 19 febbraio. Si apre ora la procedura concorsuale, curatrice Alba Sansoni. «La notizia l’ha data Paolo», commenta Girolami, «ma visto che è cresciuto nella mia libreria, è perdonato». Al tempo stesso, Patata afferma che starebbe cercando un altro locale al centro di San Benedetto, potenziale quarta sede della sua libreria, dopo quelle di via Monfalcone (dal ’77, in collegamento con le Edizioni Paoline; don Pio Costanzo tra i clienti abituali), in via Montebello (anni ’80), e l’attuale, in via Calatafimi, dai primi anni ’90. Pier Giorgio Camaioni, altro amico di vecchia data di Girolami, ha cesellato uno dei suoi celebri e arabescati commenti: «Ha chiuso ‘Middio’, ha chiuso ‘Patata’. Ha chiuso l’ultimo porto franco. Piccoli e indipendenti si muore». Conosciuto da tutti, Girolami non ha solo semplici conoscenti ma diversi amici ‘storici’. Ai già citati va aggiunto Paolo Eleuteri. Oppure Luciano Giorgi, psichiatra ospedaliero, che sottolinea la grande cultura di Emidio, la sua curiosità verso saggi, romanzi, e giornali. L’intera città ricorda l’ascesa di Nuovi Orizzonti in passato: l’apertura dei punti vendita nei centri commerciali La Fontana e L’Orologio, l’acquisto della storica libreria Adriatica, infine de L’altra parte, a Grottammare: cinque sedi, quindici dipendenti. Abbiamo evocato ‘Gli impermeabili’ di Paolo Conte. Un altro suo brano, ‘La ricostruzione del Mocambo’, potrebbe commentare il futuro della libreria di ‘Middio’. Certo, se in passato la città si è risentita per la definizione di ‘deserto culturale’ data da Pietro Calabrese, il suo centro ne è oggi la rappresentazione plastica: senza cinema, senza teatro e forse senza più librerie. «Adesso», conclude Camaioni, «che tu arrivi o parta, in zona stazione puoi goderti tutto l’orrore di San Benedetto. Senza più quel minimo conforto libresco». Se ci è concesso un ricordo personale, l’ultimo libro acquistato da Nuovi Orizzonti è stato «Verso la foce» di Gianni Celati, pochi giorni fa. Un titolo che evoca un epilogo. Nonostante tutto, ci piace pensare che quello della cultura a San Benedetto non sia stato ancora scritto. C’è chi giura che una nuova libreria è pronta ad aprire, intorno a Pasqua. Alla cassa ancora lui, Middio.

Giovanni Desideri

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