San Leopoldo Mandic, maestro di dolcezza e misericordia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Loreto (Ancona), 17 febbraio 2016 – San Leopoldo Mandic, nato nel 1866 a Castelnuovo nel Montenegro e morto nel 1942 a Padova, porta con sé un messaggio di mansuetudine, dolcezza e misericordia.

Nella sua vita si è dedicato ad amministrare il sacramento della riconciliazione manifestando sempre un grande senso di comprensione e compassione, al punto che i suoi confratelli lo rimproveravano di essere troppo «di manica larga». La sua risposta a questa obiezione era semplice: «Io guardo Gesù in croce: Lui non ha neppure le maniche!».

Fu proclamato santo da papa Giovanni Paolo II. Dopo essere state esposte a Roma assieme a quelle di San Pio da Pietrelcina per volontà di papa Francesco in occasione del Giubileo della Misericordia, sulla via del ritorno a Padova, dove le sue spoglie sono custodite, le reliquie di san Leopoldo hanno fatto breve sosta nel Santuario della Santa Casa di Loreto la scorsa settimana.

Si tratta di un ritorno a dire il vero perché nella memoria storica del santuario si ricorda una visita di fra Leopoldo nella città mariana nel 1918. Il religioso, essendo originario di un paese con cui l’Italia era allora in guerra, era stato inviato al confino in Campania. Alla fine del conflitto tornò a Padova visitando però i santuari che incontrava lungo il cammino e a Loreto restò sette giorni, ospite della comunità dei Cappuccini, suoi confratelli.

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